Carenze di manodopera, via alle agevolazioni per l’impiego di stranieri extra UE

Con l’entrata in vigore il 1° maggio 2018 degli emendamenti al Codice del lavoro, di cui abbiamo parlato già qui per i nuovi supplementi del lavoro notturno e festivo, e per 13esima e 14esima mensilità, hanno assunto validità anche le nuove condizioni semplificate per l’impiego di cittadini di paesi extra-UE in specifiche professioni in cui sia comprovata la carenza di manodopera qualificata. Una agevolazione applicabile tuttavia solo nei distretti con tasso ufficiale di disoccupazione registrato nell’anno precedente inferiore al 5%. L’elenco delle occupazioni con carenze di lavoratori sarà pubblicato dal ministero del Lavoro per la prima volta entro il 30 giugno 2018, e poi ogni anno entro il 31 gennaio.

Per tali mansioni il datore di lavoro è sollevato dall’obbligo di segnalare i posti di lavoro all’ufficio di collocamento locale, e riceve automaticamente il consenso al rilascio dei permessi di soggiorno per l’impiego temporaneo, sempre che il numero di cittadini di paesi terzi occupati sia inferiore al 30% del personale dipendente totale. Se il limite viene superato, non è applicabile la procedura accelerata per l’impiego temporaneo, nemmeno se i posti di lavoro liberi rientrano tra le professioni riconosciute nella lista dei ruoli con insufficiente offerta di manodopera. La richiesta del datore di lavoro sarà dunque trattata in modo ordinario, tenendo conto della situazione nel mercato del lavoro a livello di distretto e della situazione specifica dell’impresa. Ai datori di lavoro che vogliono assumere cittadini di un paese terzo viene accorciato il termine per la segnalazione dei posti vacanti da 30 a 20 giorni di calendario al fine di accelerare il processo di rilascio delle autorizzazioni.

Il datore di lavoro che assume lavoratori di paesi non membri UE con le nuove norme agevolate deve assicurare a questo personale un alloggio adeguato e nel caso di lavoratori distaccati ha anche l’obbligo di documentarlo con documenti pertinenti. Allo stesso tempo viene aumentato l’importo dell’ammenda massima per il mancato adempimento degli obblighi del datore di lavoro in caso di assunzione di cittadini di paesi terzi, da 33.193 a 100.000 euro.

(Red)

Foto shixugang/CC0

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