Primo maggio, il premier vuole ridurre il numero di lavoratori a salario minimo

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) ha celebrato la festa del primo maggio partecipando a un evento congiunto delle confederazioni sindacali di Slovacchia e Repubblica Ceca che si è svolto nel Parco di Budatín a Žilina. «Il rispetto per il lavoro onesto e per i lavoratori non è un valore obsoleto», ha detto Pellegrini, invitando gli organi pubblici a comunicare di più con i cittadini «dei problemi dei lavoratori dipendenti». «Il lavoro onesto è il valore prioritario della democrazia sociale che io rappresento, e quindi i miei passi nella posizione di primo ministro andranno in questa direzione». Il premier ha promesso di prendere provvedimenti «per ridurre ogni anno il numero di lavoratori retribuiti con il salario minimo».

Il presidente della Confederazione sindacale slovacca (KOZ), Jozef Kollár, ha sottolineato durante l’evento di Žilina la questione dei salari più bassi in Slovacchia e Repubblica Ceca rispetto ai paesi occidentali. Una questione non semplice, la cui soluzione richiede secondo Kollár una pressione pubblica e la contrattazione collettiva.

Pellegrini e i sindacati slovacchi hanno parlato anche della questione dell’età pensionabile (64 o 65 anni), che il governo sta per discutere con le parti sociali. Il primo ministro ha detto che vorrebbe introdurre questo problema in una legge costituzionale in modo che in futuro non possa essere modificato da nessun partito politico. Concludendo il suo intervento, il premier ha detto «Auguro ad ognuno di voi un lavoro dignitoso per un buon stipendio».

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I sindacalisti slovacchi e cechi hanno trovato interesse comune nell’affrontare congiuntamente il livello degli stipendi e l’orario di lavoro dei dipendenti. Le due confederazioni nazionali rivendicano un lavoro “molto intenso” nei rispettivi paesi, ma sono convinti che insieme potrebbero ottenere di più riguardo l’aumento dei salari. Le priorità descritte da Kollár e dal suo omologo ceco Josef Stredula includono la crescita del salario minimo di legge, una vecchiaia dignitosa e l’eliminazione della manodopera a basso costo in entrambi i paesi. I due sindacati hanno anche parlato dell’avvento della robotizzazione, e del grosso problema rappresentato da una futura diminuzione del numero di lavoratori dipendenti. L’unico modo per fermarla, dicono, «è la riduzione dell’orario di lavoro» da 40 a 37,5 ore settimanali, mantenendo tuttavia lo stesso livello salariale.

Proprio ieri, 1 ° maggio, è entrata in vigore una normativa, in forma di emendamento al Codice del lavoro, che aumenta i supplementi retributivi per il lavoro notturno, nei fine settimana e durante le festività, e introduce diverse altre misure a favore dei lavoratori dipendenti.

(Red)

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