In vigore le modifiche al codice del lavoro e i salari per lavoro notturno e festivo

Il 1° maggio 2018 sono entrate in vigore una serie di modifiche al Codice del lavoro e alla legge sui servizi per l’impiego, che aumentano le retribuzioni per le persone che lavorano la notte e nei weekend e festivi, e che daranno maggiore sostegno al pendolarismo o al trasferimento in altre regioni per lavoro. Viene introdotta una nuova normativa per la 13esima e 14esima mensilità, e sarà poi semplificata l’assunzione di lavoratori da paesi terzi per professioni nelle quali non ci sono candidati sufficienti, e nei distretti in cui il tasso di disoccupazione registrato è inferiore al 5%.

Secondo le nuove regole, i dipendenti hanno diritto a maggiorazioni salariali per il lavoro notturno pari al 30% del salario minimo all’ora (attualmente 0,83 euro). Per lavori rischiosi il supplemento aumenta al 35% (0,97 euro). Nel caso di lavori che possono essere soltanto svolti di notte, come quello di fornaio, può essere concordata una deroga e limitata la maggiorazione ad almeno il 25% del salario minimo all’ora (0,69 euro). L’esenzione può essere concordata nel contratto di lavoro nelle aziende con meno di 20 dipendenti in cui non sono presenti i sindacati.

I nuovi supplementi per il lavoro nel fine settimana saranno del 25% del salario minimo all’ora il sabato (0,69 euro) e del 50% la domenica (1,38 euro), con minimi previsti al 20% e 40% rispettivamente nel caso la natura dell’attività aziendale sia tale da rendere necessario il lavoro nel weekend, e deroghe per le picche imprese senza sindacati.

Gli aumenti si attiveranno in due fasi, la prima dal maggio 2018 e la seconda nel maggio 2019, quando aumenteranno i supplementi per il lavoro notturno al 40% del salario minimo, e al 50% per le professioni rischiose, fino al 50% per il lavoro di sabato e al 100% di domenica, sempre con le eccezioni di cui sopra. La maggiorazione per il lavoro nei giorni festivi viene fissata al 100% del salario medio del lavoratore.

Sempre dal 1° maggio 2018 vengono introdotte la 13esima e 14esima mensilità, che per il momento saranno su base volontaria. I datori di lavoro potranno pagare ai dipendenti, nel mese di giugno e nel mese di dicembre, una retribuzione extra che sarà tassata gradualmente. La tredicesima dovrà essere almeno pari a una busta paga mensile, di cui 500 euro esenti da imposte, e potrà essere garantita ai lavoratori dipendenti che siano in azienda da almeno 24 mesi. Mentre la quattordicesima non potrà essere pagata a chi, il 31 ottobre di ogni anno, è registrato come dipendente in quella data azienda da meno di 48 mesi consecutivi. L’importo deve essere pario almeno a una mensilità, e sarà esente fino a 500 euro all’anno.

Da questo mese il datore di lavoro ha l’obbligo di indicare, sulla pubblicazione delle offerte di lavoro, l’importo dei componenti di base del salario che sarà garantito ai candidati. Può inoltre indicare, a parte, altre componenti della retribuzione, come i supplementi per il lavoro notturno, nel weekend e festivo, o 13esima e 14esima.

Nell’ambito delle misure a favore della mobilità, aumenta l’importo mensile massimo dell’indennità per il lavoro pendolare, da 135 a 200 euro, e l’indennità mensile massima per il trasferimento per lavoro a una distanza di almeno 50 chilometri da casa, che passa da 250 a 400 euro al mese per un periodo di sei mesi, mentre scende quella per i coniugi da 600 a 300 euro. Viene poi aggiunta una nuova indennità fino a un massimo di 4.000 euro (6.000 per i coniugi) per coprire i costi relativi al trasloco o all’affitto di una abitazione per due anni a oltre 70 chilometri dalla residenza precedente.

Un riassunto delle principali novità dell’emendamento al Codice del lavoro in lingua inglese è consultabile a questo link.

(La Redazione)

Foto Clem Onojeghuo CC0
Tim Mossholder CC0

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