Ministero Interni slovacco coinvolto in caso internazionale Germania-Vietnam

Secondo fonti di stampa tedesche, la visita in Slovacchia la scorsa estate del ministro della Sicurezza pubblica del Vietnam, To Lam, avrebbe in realtà avuto ragioni diverse da quelle ufficiali, e potrebbe essere collegata all’attività dei servizi segreti vietnamiti in Germania, mettendo così il ministero degli Interni slovacco, che aveva invitato Lam, in serio imbarazzo. I media tedeschi hanno riferito il sospetto che anche la Slovacchia possa essere in qualche modo coinvolta nel rapimento dell’imprenditore vietnamita Trinh Xuan Thanh, avvenuto nell’estate del 2017 in Germania, presumibilmente ad opera dei servizi segreti vietnamiti. Thanh, condannato in Vietnam per corruzione e appropriazione indebita per milioni di dollari, è fuggito nel 2016 dal paese sud-asiatico, chiedendo poi asilo politico in Germania. Se Berlino accusa il Vietnam del rapimento, palese violazione del diritto tedesco e internazionale, da Hanoi affermano che Thanh è tornato a casa volontariamente.

Il ministero dell’Interno slovacco, allora guidato dall’ex ministro Robert Kalinak, ha informato di avere cooperato con le autorità tedesche dall’agosto dell’anno scorso per chiarire la questione, fornendo la massima collaborazione. Se tuttavia venissero confermati sospetti delle autorità tedesche, il ministero ha affermato di dover considerare la cosa come «una manifestazione di grave scorrettezza da parte del governo vietnamita, un abuso della nostra ospitalità per scopi diversi dalle relazioni amichevoli, e come un attacco alla stabilità delle relazioni bilaterali tra i due paesi».

Il ministero ha spiegato che la visita dei vietnamiti avveniva a seguito della missione in Vietnam di una delegazione slovacca, nell’ambito della normale cooperazione tra Bratislava ed Hanoi. Le riunioni dell’allora ministro Kalinak e della sua controparte Lam si svolse all’hotel Borik di Bratislava nel luglio 2017. Kalinak ha reagito venerdì scrivendo su Facebook che non riesce ad immaginare che una “visita di lavoro ufficiale” dei vietnamiti avrebbe potuto essere utilizzate per qualcosa di diverso. Ha tuttavia ricordato che il presunto rapito avrebbe sottratto 130 milioni di dollari nel suo paese ed è sospettato di frode e riciclaggio di denaro anche in Germania.

I media tedeschi hanno scritto che il ministero dell’Interno slovacco ha fornito un aereo ai vietnamiti dopo un improvviso cambiamento dei loro piani, una cosa che ha lanciato benzina sul fuoco dei sospetti. Kalinak addita tuttavia diverse lacune nel racconto giornalistico: l’elenco dei passeggeri comunicato dalle autorità vietnamite no riportava il nome di Thanh, e l’aereo non ha trasportato alcun paziente costretto a letto o nessuna persona ammanettata. «Sono certo che le autorità vietnamite spiegheranno plausibilmente tutte le circostanze di questo caso, altrimenti questo rappresenterà un uso improprio della nostra ospitalità e una seria interruzione delle relazioni ben sviluppate tra la Slovacchia e il Vietnam», ha scritto Kalinak secondo quanto riportato da Tasr.

Sulla questione è intervenuto ieri il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD), che in un programma di TV Markiza ha detto che chiederà un rapporto dettagliato sul coinvolgimento eventuale della Slovacchia nel caso. La cosa al momento è rimasta questione interna al ministero dell’Interno, che sta comunicando con le autorità vietnamite e che secondo Pellegrini deve verificare se la parte vietnamita abbia fornito informazioni false o approfittato della situazione all’insaputa degli ospiti slovacchi. In particolare, si lavorerebbe a verificare l’esatta composizione della delegazione vietnamita e per scoprire se avrebbe potuto prendere a bordo qualcuno all’insaputa del governo slovacco.

(Red)

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