Antonino V. non si oppone all’estradizione, ora l’ultima parola alla procura

Nel corso degli interrogatori presso la procura regionale di Košice, venerdì 27 aprile l’imprenditore italiano Antonino V. ha acconsentito alla sua estradizione in Italia, dove è accusato di aver fatto parte di un gruppo che ha organizzato un grosso traffico internazionale di droga dal Sud America all’Europa. Ora il procuratore, entro i dieci giorni di legge, deve decidere l’esecuzione del mandato di arresto europeo, e nei dieci giorni successivi la polizia dovrà consegnare il ricercato alle autorità italiane.

È stato il tribunale di Venezia a emettere in marzo un mandato di arresto europeo per l’imputato, nell’ambito di una inchiesta che ha portato a diciassette arresti in diverse regioni d’Italia, soprattutto in Veneto, Lombardia e Calabria, dove è stato arrestato anche il boss della ‘ndrangheta Antonino Pesce. Per alcuni dei fermati c’è l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e del riciclaggio. L’indagine andava avanti da diverso tempo anche grazie all’infiltrazione di un agente della Guardia di finanza sotto copertura. La droga, centinaia di chili di cocaina, arrivava con navi e camion insieme all’importazione di frutta esotica dal Sud America.

L’arresto di Antonino V. è stato eseguito il 13 marzo a seguito di una azione coordinata tra l’ufficio del procuratore generale della Slovacchia ed Eurojust. Una operazione svolta nella massima segretezza allo scopo di evitare fuoriuscite di informazioni e la possibile fuga dell’imputato. Dell’italiano e delle sue connessioni con la ‘ndrangheta calabrese, dell’abuso presunto di sovvenzioni europee e della sua contiguità con personaggi vicini al primo ministro slovacco, oltre ai suoi trascorsi come imputato in un processo in Italia anni fa, aveva scritto il giornalista investigativo Jan Kuciak prima di essere ucciso a fine febbraio. Proprio questa sua ultima inchiesta, pubblicata postuma, ha portato gli inquirenti ad arrestare sette italiani residenti nella Slovacchia orientale come sospetti autori o mandanti dell’omicidio. Un arresto a suo tempo non convalidato dal giudice, che ha rilasciato l’intero gruppo quarantott’ore dopo.

(La Redazione)
Foto ssalonso cc by sa

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