Fondi UE assegnati in base a criteri nuovi? Slovacchia e nuovi membri sfavoriti

Nell’attuale dibattito in corso nella UE sul nuovo bilancio europeo, e la riduzione dei fondi UE dopo l’uscita del Regno Unito, la Slovacchia potrebbe ricevere meno risorse in futuro. La Commissione europea, ricorda in un articolo The Slovak Spectator, prevede una modifica dei criteri di ridistribuzione dei fondi, con maggiori finanziamenti verso i paesi dell’Europa del sud, come Grecia e Italia. La proposta, che ancora non è ufficiale ed è stata resa nota dal Financial Times prevederebbe una riduzione dei fondi per gli Stati membri della ‘Nuova Europa’ , inclusa la Slovacchia. Bratislava è stata tra i maggiori beneficiari di fondi dell’Unione europea, e negli ultimi sette anni ha avuto a disposizione 15,2 miliardi di euro dai fondi strutturali e di investimento dell’UE in nove programmi operativi nazionali, una ricchezza di ben 2.823 euro a testa che ha avuto un impatto enorme sull’economia slovacca, ha scritto Dennik N, che avrebbe prodotto oltre il 2% del PIL della Slovacchia.

Il nodo delle discussioni sul bilancio UE per il periodo 2021-2027 è la ridistribuzione di circa 350 miliardi di euro per la cosiddetta politica di coesione, una delle 13 politiche settoriali dell’Unione europea con l’obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale degli Stati membri, riducendo le differenze tra le regioni più ricche e quelle più povere, per raggiungere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva dell’Unione europea nel suo complesso. Alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 è stato destinato un terzo delle risorse del bilancio globale dell’UE, pari a 460 miliardi di euro di investimenti, cui si aggiungono i contributi nazionali e gli altri investimenti privati. L’impatto complessivo è quantificabile, secondo le stime della Commissione, in circa 645 miliardi di euro.

Secondo la proposta della Commissione, di cui è prevista la pubblicazione a maggio, gli Stati membri più colpiti in questi anni da ondata migratoria e crisi economica, tra cui la Grecia, l’Italia, la Spagna e anche alcune regioni francesi, dovrebbero ricevere più soldi. Mentre i paesi entrati in UE dopo il 2004, incluso il quartetto Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia), riceveranno meno, secondo il Financial Times.

Fino ad oggi i fondi di coesione sono stati distribuiti in base al PIL pro capite, ma il nuovo meccanismo potrebbe introdurre altri criteri, tra cui disoccupazione giovanile, istruzione, ambiente, immigrazione e innovazione. Ma potrebbe anche includere la questione dello stato di diritto nei singoli Stati membri, un settore in cui Polonia e Ungheria, fortemente criticati dalla Commissione UE, non brillano, mentre ricevevano le maggiori sovvenzioni in relazione al PIL. L’ultima volta, sette anni fa, i negoziati sul bilancio dell’UE sono durati 29 mesi. Anche questa volta ci si attende una discussione dura e lunga, forse ancora più difficile per il venire a mancare del contributo del Regno Unito al bilancio comune dopo la Brexit, e non è realistico, scrive Dennik N, aspettarsi una conclusione prima delle elezioni del Parlamento europeo nel 2019.

(Red)

Foto Ervins Strauhmanis cc-by

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