Smer ha deciso, nuovo ministro degli Interni sarà Denisa Sakova

La presidenza del partito socialdemocratico Smer-SD ha scelto ieri il suo candidato a prossimo ministro degli Interni, il cui nome deve essere approvato oggi dal consiglio direttivo del partito. Il nome, che è stato reso noto solo oggi, è quello di Denisa Sakova, attuale sottosegretario al ministero degli Interni, una scelta che conferma la volontà del premier Peter Pellegrini di dare l’incarico a qualcuno che gestisca il ministero fin dal primo giorno, senza bisogno di tempo per acclimatarsi con i diversi dipartimenti del dicastero. Ieri, dopo la riunione di presidenza, il capo di Smer Robert Fico aveva detto che la persona prescelta «ha la piena fiducia» del partito ed è «in grado di affrontare tutte le sfide cui è sottoposto questo ministero». Prima ancora di venire votata dal presidium di Smer, Fico aveva detto che il nome sarà sottoposto al presidente Kiska, che dovrà nominarla, e ai partner della coalizione. Insomma, come già fatto per il rimpasto di governo, si chiede al capo dello Stato un via libera preventivo, per non avere sorprese e non aumentare la tensione, e si informano correttamente i leader dei due partiti dell’alleanza governativa, SNS e Most-Hid, in modo da evitare incomprensioni come quelle evidenziate la scorsa settimana dalle intemperanze del Partito nazionale slovacco.

Pellegrini ha dunque informato questa mattina Kiska, e gli ha portato la proposta di nomina della Sakova, che oggi pomeriggio incontrerà il presidente. Secondo il sito Cas.sk, Kiska ha incontrato la Sakova nel pomeriggio, e la dovrebbe nominare ministro degli Interni giovedì 26 aprile. La futura ministra ha detto di avere avuto con il presidente un «dibattito molto costruttivo», e «molto impegnativo», di cui però non ha specificato dettagli. In ogni caso, ha detto, presidente «ha parlato con me correttamente». Quando un giornalista le ha chiesto se sarà in grado di gestire il ministero indipendentemente dall’ex ministro Robert Kalinak, con il quale ha lavorato per anni, lei ha detto di l’esperienza sufficiente per guidare il ministero, e ha chiesto di essere valutata per le sue azioni.

Dopo l’incontro il presidente ha pubblicato un video, sotto il titolo «Non sono contento, ma non ho scelta», nel quale spiega la sua visione e le sue ragioni. «L’ho detto al primo ministro e lo dico qui pubblicamente: come presidente, non ho il potere di rifiutare la nomina di un membro del governo, ma la nomina del sottosegretario di lunga data dell’era di Kaliňák è un’opportunità mancata», ha detto il presidente. Che ha subito ricordato che dopo «la serie di incomprensibili e inspiegabili sospetti di connessioni della mafia con i più alti ambienti politici, trovo inaccettabile ignorare le richieste di riforme del ministero degli Interni e della polizia che arrivano dalla gente».

Ha poi continuato dicendo che «La maggioranza al governo non ha ancora capito cosa è successo davvero in Slovacchia dopo gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnířová. Non ha capito che è completamente svanita la già scarsa fiducia delle persone nell’interesse e nella capacità del nostro Stato di garantire la loro protezione e la giustizia. Non capisce che abbiamo bisogno di tutti per ottenere questa fiducia, indipendentemente dall’appartenenza politica». Anche con questa nomina, il governo «non è stato in grado di inviare un segnale convincente sulla serietà nel cercare di riconquistare la fiducia della gente». «Il difficile compito per il quale il governo di Pellegrini è pienamente responsabile – per calmare la situazione e restituire la fiducia delle persone nello Stato – sta diventando più difficile. Le modifiche alle leggi non saranno sufficienti. Le persone stanno aspettando un segnale chiaro che mostri la volontà di cambiare lo stile di governo. Non ritengo che l’attuale nomina del ministro degli Interni sia un segnale del genere».

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Lunedì 16 aprile il ministro Tomas Drucker si era dimesso nell’impossibilità di resistere alle pressioni della piazza, che gli chiedevano di licenziare il capo della polizia Tibor Gaspar, un atto che lui ha detto di ritenere ingiusto. Il giorno dopo il premier Pellegrini, in veste di ministro degli Interni ad interim, ha detto in conferenza stampa che Gaspar rassegnava le sue dimissioni a far data dal 31 maggio prossimo, prendendosi giusto il tempo di liberare la scrivania e dare le consegne.

Il partito Smer-SD ha sottolineato che il presidente deve nominare il candidato che gli è stato presentato dal primo ministro. Secondo la Costituzione, il presidente della Repubblica nomina un membro del governo nominato dal primo ministro, e non può rifiutarsi.

(Red)

Foto prezident.sk

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