L’industria dell’auto del V4 all’UE: ridurre gli obiettivi di CO2

Le associazioni dell’industria automobilistica di Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria hanno intenzione di chiedere all’Unione europea di ridurre i limiti delle emissioni di CO2 dal 2021 per le nuove automobili al 20%, rispetto al previsto 30%, e di contenere l’obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2025 del 15%. Attualmente, le proposte in questo senso preparate dalla Commissione europea lo scorso autunno sono in discussione al Parlamento europeo.

Le richieste di soglie più ragionevoli sono uscite dal un vertice del Gruppo Visegrad del 13 aprile, in cui si sono evidenziate le preoccupazioni di un calo significativo della produzione e dei conseguenti danni alle economie nei quattro paesi dell’Europa centro-orientale se venisse applicato con rigore il limite ai livelli di emissioni. L’industria automobilistica è infatti un settore chiave nella creazione di PIL e nella crescita futura in questi paesi, in particolare Slovacchia e Repubblica Ceca che producono oltre un milione di auto all’anno e che dipendono in gran parte da questo comparto. Inoltre, i produttori affermano di non avere tempo a sufficienza per conformarsi alle nuove normative, oltre al fatto che ad oggi le infrastrutture per i veicoli a propulsione alternativa sono ancora di là da venire, a causa di ritardi e altri problemi.

I costruttori sottolineano di essere a favore di tutti i metodi efficaci ed economicamente sostenibili per ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli a motore, notando che in media le emissioni dei nuovi veicoli in UE sono diminuite del 28% dal 2005, e dovrebbero ancora calare del 42% entro il 2021.

(Red)

Foto Leo Hidalgo cc by

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