Ministro Ersek: tangenziale Bratislava in ritardo, spero in miglioramenti

Parlando l’altro ieri dopo una ispezione ai lavori di costruzione della tangenziale di Bratislava, il ministro dei Trasporti e Costruzioni Arpad Ersek (Most-Hid) ha detto che quanto fatto finora è considerevole, ma ci sono margini per migliorare ancora, perché «abbiamo ancora molto da fare per recuperare» i ritardi che si sono accumulati. È già piuttosto chiaro che l’infrastruttura, di cui Bratislava ha bisogno urgente, non sarà completata nei tempi previsti, ma il ministro non è in grado di quantificare il ritardo. Inizialmente, il progetto avrebbe dovuto essere concluso alla fine del 2020, ma ora si parla di 2021, e potrebbe non essere finita.

La ‘tangenziale zero’ di Bratislava sarà costituita da due tronconi autostradali, un tratto sarà parte dell’autostrada D4, e il resto parte della superstrada R7, che dovrebbe essere pronta entro il 2020. A gestire i lavori di costruzione è un consorzio a capo del quale si trova la società spagnola Cintra, che si è assunta il compito di realizzare l’opera come progetto di partenariato pubblico-privato (PPP), gestendola poi in concessione per trent’anni nel corso dei quali lo Stato slovacco lo acquisirà con il pagamento di rate annue per totali 1,76 miliardi di euro, oltre a eventuali adeguamenti inflattivi.

Secondo il consorzio Obchvat Nula stanno lavorando oggi sulla costruzione di diverse sezioni della nuova arteria circa 350 persone, ma il ritmo dei lavori dovrebbe presto aumentare arrivando a oltre 2.500 lavoratori. Oggi l’opera è attualmente ostacolata dalla mancanza di permessi di costruzione in seguito a recenti modifiche del progetto dovute in parte alle opposizioni di proprietari e associazioni.

Questa mattina, il ministro dei Trasporti Arpad Ersek ha incontrato i giornalisti sul sito in cui si sta costruendo il grande incrocio Triblavina, ad est della capitale, opera collegata ai lavori della tangenziale di Bratislava ma che da anni è bloccata da continui ricorsi e proteste degli ambientalisti. Insieme a lui erano gli amministratori locali, tra cui il presidente della regione di Bratislava Juraj Droba e i sindaci interessati. Ersek ha detto di avere accolto «con favore le proposte ragionevoli e giustificate di cittadini e associazioni utili per aiutare a salvare risorse pubbliche e, in definitiva, l’ambiente», ma ha anche criticato quelle chi incautamente o intenzionalmente ha sottoposto «osservazioni ripetute sulla costruzione di strade indipendentemente dal fatto che queste siano di interesse pubblico».

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Ersek e gli amministratori locali di dicono pronti ad accettare suggerimenti e proposte ragionevoli, ma rifiutano i commenti di chi abusa di questo diritto per obiezioni ingiustificate per la protezione dell’ambiente che rendono la concessione di permessi di costruzione più lenta e costosa per i necessari prolungamenti nel completamento dei lavori. Ritardi che alla fine vengono pagati soprattutto dai cittadini. Le critiche del ministro sono state indirizzate in particolare all’associazione OZ Triblavina e a Združenie domových samospráv, organizzazione che difende gli interessi dei proprietari di abitazioni contro le autorità pubbliche, che da tre anni bloccano con i loro ricorsi la costruzione dell’incrocio Triblavina, un’opera critica per la circolazione intorno alla capitale.

(Red)


Foto MDVSR

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