Quasi 2.400 aziende l’anno scorso hanno lasciato la Slovacchia

L’anno scorso 2.389 aziende hanno deciso di lasciare la Slovacchia e trasferirsi all’estero. Il più delle volte, queste società si sono recate in altri paesi dell’Europa centro-orientale, in particolare in Ungheria (622), Repubblica Ceca (514) e Bulgaria. Questo dato si trova nel report pubblicato lunedì dalla società di consulenza Bisnode sulle società che trasferiscono la sede fiscale all’estero. Nel report non sono indicate le ragioni specifiche dello spostamento, ma Bisnode parla di condizioni migliori e semplicità amministrativa per fare affari nei paesi di destinazione, così come tasse più basse, meno corruzione e un sistema giudiziario che funziona meglio, oltre a stipendi e costo del lavoro inferiori.

Soprattutto Ungheria e Repubblica Ceca, dice la società di consulenza, sono i paesi preferiti da tempo dalle aziende slovacche che scelgono di andarsene altrove. Tra i vantaggi sono citati la vicinanza regionale, e, nel caso dell’Ungheria, i costi fiscali particolarmente favorevoli, dove l’imposta sui redditi è del 9% per le imprese, contro il 21% in Slovacchia. In Bulgaria si paga il 10%. Quanto alla Repubblica Ceca, è indubbio il vantaggio di trovare una lingua già conosciuta. La maggior parte delle aziende in fuga ha lasciato la regione di Bratislava (1.009) e un quinto nel settore del commercio, all’ingrosso e al dettaglio.

(Red)

Foto Tumisu cc0

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