Pellegrini a Juncker: la Slovacchia alleato affidabile dell’UE

Giornata di incontri importanti ieri a Bruxelles per il primo ministro Peter Pellegrini. Dopo la visita lampo di tre settimane fa per un consiglio europeo, poche ore dopo il giuramento del suo governo, il neo premier slovacco si è visto ieri con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, confermando a entrambi che lui e la Slovacchia sono alleati fedeli per la cooperazione europea. In precedenza aveva avuto un incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

In una conferenza stampa congiunta con il premier slovacco, Juncker ha detto che la Slovacchia deve mantenere il suo ruolo centrale nell’UE. Ha poi rammentato la buona notizia per i consumatori slovacchi data dalla nuova normativa sui doppi standard di qualità per i prodotti alimentari presentata dalla Commissione europea mercoledì. Pellegrini ha detto al capo della Commissione UE che il nuovo governo slovacco non ha cambiato la sua posizione rispetto all’Europa, invitando Juncker a considerare la Slovacchia e lo stesso primo ministro degli alleati fedeli, affidabili e costruttivi della Commissione e dell’integrazione europea. Il premier slovacco ha anche dichiarato la disponibilità a collaborare alla creazione delle visioni e degli obiettivi a lungo termine dell’UE, così da avere chiari i propositi comuni per i prossimi 10, 20 o 30 anni, sui quali andranno valutati gli impegni dei futuri bilanci europei.

Pellegrini ha tuttavia ribadito che la linea slovacca sulle quote di rifugiati non è cambiato, anche se il suo governo intende svolgere un ruolo più costruttivo nell’affrontare la crisi migratoria con proposte di solidarietà in altre forme. Juncker ha osservato che la Slovacchia farebbe bene a unirsi alla maggioranza dei paesi dell’UE, che è a favore della solidarietà, ma ha detto che sta a Bratislava “decidere quali strumenti di solidarietà può offrire” all’UE. Juncker si è detto certo che le relazioni dell’Unione con il Gruppo di Visegrad, che non sono così negative come vengono descritte, potranno migliorare ancora, e ha lodato il contributo finanziario pari a 36 milioni di euro dei paesi V4 (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) al lavoro dell’Ue in Libia.

(La Redazione)


Foto © European Union
 , 2018
Photo: Etienne Ansotte

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