Boss della mala condannato all’ergastolo fugge all’estero

La Corte Suprema ha condannato ieri all’ergastolo il boss della criminalità organizzata dell’est slovacco Robert Okoličany, emettendo un ordine di arresto e l’esecuzione immediata della sentenza. Peccato che l’imputato, in libertà da anni, invece di farsi arrestare si è dato alla macchia, probabilmente all’estero. Secondo il quotidiano Dennik N l’uomo, prima di svanire nel nulla, si trovava ancora nella Slovacchia orientale, ma ci sono stati ritardi nelle comunicazioni tra uffici per l’organizzazione della sua cattura. L’ufficio del procuratore generale sostiene che la fuga di Okoličányi non rientra tra le sue responsabilità, dato che la questione è stata decisa in ultima istanza dalla Corte Suprema, ed era compito del giudice garantire immediatamente la consegna del condannato al carcere. La polizia, dal canto suo, nega di aver commesso errori e di avere svolto i suoi compiti non appena ricevuti gli ordini del tribunale.

Solo uno dei tre condannati nel procedimento è così stato arrestato, mentre gli altri due sono uccel di bosco. Oltre a Okoličany, sono stati condannati in via definitiva, anch’essi al carcere a vita, Robert Nigut e Jaroslav Potucko. Il processo, durato una decina di anni, riguardava un totale di sedici imputati per venti capi d’accusa, inclusa la creazione e sostegno di organizzazione criminale e terroristica, cinque omicidi, il contrabbando e trasporto di armi illegali, rapina, ricatto, furto, danneggiamento di proprietà privata e altri reati minori. Uno degli accusati è stato assolto, mentre gli altri dodici hanno ricevuto pene tra i diciotto mesi e il 24 anni. La corte descrisse nei documenti la banda come estremamente brutale.

Gli omicidi sono stati commessi negli anni tra il 2001 e il 2005. Il procedimento penale è iniziato nel 2007 e ha visto l’audizione di 200 testimoni in 130 sedute di corti di diverso livello. Nel 2016 l’ultima condanna da parte della Corte penale specializzata di Pezinok, cui gli imputati si sono appellati. L’esame della Corte Suprema è stato l’ultimo atto.

Il più noto degli omicidi attribuiti alla banda è stato quello che ha visto come vittima nell’aprile 2005 Joseph Eštok, che si occupava tra gli altri del business delle slot machine. Gli fu sparato con fucile mitragliatore nella sua auto all’incrocio tra Watsonova e Komenského, a Košice. I colpi di mitra finirono anche su un’altra auto di passaggio, in cui rimase ucciso il 29enne Roman Straka e fu ferita a entrambe le gambe la sua ragazza Anna.

a(La Redazione)

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