“L’Italia in 10 selfie“: presentato progetto di promozione nel mondo

MILANO\ aise\ – È stato presentato il 5 aprile a Milano da Assocamerestero – l’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) e di Unioncamere – e Fondazione Symbola il piano operativo e le prime tappe del progetto di promozione e diffusione all’estero del rapporto Symbola “L’Italia in 10 selfie”, un progetto che mira a illustrare i primati di innovazione, competitività e sostenibilità del sistema produttivo italiano sui mercati mondiali. Sono previste significative tappe in Australia, Argentina, Bulgaria, Canada, Ecuador, Germania, India, Israele, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera, Turchia e Vietnam, con il supporto organizzativo e logistico coordinato dalla Rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero tramite l’organizzazione di iniziative con opinion leader locali e le business community che si riuniscono intorno alle CCIE. Vista la concomitanza con il semestre bulgaro di Presidenza del Consiglio dell’Ue, la prima tappa per l’area Europa sarà a Sofia a maggio, all’interno del Festival Italiano.

«Siamo orgogliosi di poter contribuire con tale progetto alla valorizzazione e diffusione di un’immagine inedita del Made in Italy e del Paese, legata innanzitutto all’applicazione di tecnologia innovativa e soluzioni sostenibili nei settori di maggior eccellenza della nostra industria» – ha affermato Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero. – «Il Made in Italy è tradizionalmente riconosciuto modello di riferimento per qualità e saperi artigianali consolidatisi nel tempo. Con il tour, faremo conoscere nel mondo una nuova identità dell’Italia tecnica, innovativa e all’avanguardia, in grado di porre le basi per lo sviluppo del Paese di domani.»

«I dieci selfie» – spiega Ermete Realacci, presidente di Symbola – «sono dieci istantanee che mettono in luce i primati della nostra competitività sui mercati mondiali, indicando i driver della qualità (ambiente, design, cultura) e osservando le performance eccellenti dei singoli settori del Made in Italy (agroalimentare, legno arredo, meccanica, moda, ma anche settori di punta come il farmaceutico). È questa l’Italia che Symbola legge e racconta nei suoi lavori e distilla in questi selfie. Un Paese fatto di tante imprese, comunità, persone, associazioni, istituzioni accomunate dall’ambizione e dalla sfida della qualità. Che sposa tradizioni antiche e nuove tecnologie, ricerca, digitale e artigianato, che tiene insieme cultura, green economy, competitività. È l’Italia che fa l’Italia. Che guarda a un nuovo modello di economia più a misura d’uomo, che assomiglia a quello tratteggiato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’».

«I dati delle nostre esportazioni e l’alta presenza di turisti stranieri nel nostro Paese» – aggiunge Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere – «mostrano che nel mondo c’è un bacino di attenzione e una domanda di Italia molto alta, che, però, può ancora crescere. Questo progetto sarà molto utile, quindi, alle imprese del Made in Italy e a tutta la filiera dell’ospitalità, perché consentirà di sfatare tanti luoghi comuni sull’Italia e far conoscere di più le eccellenze e i primati della nostra produzione e le attrattive del nostro Paese».

Il rapporto Symbola, che si caratterizza come un vero e proprio censimento dei talenti italiani, racconta il nostro Paese attraverso dieci istantanee, concentrandosi sui settori più competitivi e rappresentanti del Made in Italy (agroalimentare, legno arredo, meccanica/automazione, moda, farmaceutico) e sui driver di crescita sostenibile della nostra economia.

Ma andiamo ora nello specifico:

  1. Il primo selfie riguarda il ruolo dell’Italia e la sua competitività nel settore produttivo.
    Il nostro Paese si colloca solamente dopo la Germania tra i principali protagonisti del commercio internazionale. Al primo posto, invece, per quanto riguarda l’abbigliamento e i prodotti in pelle e cuoio. 
  2. Il secondo riguarda la posizione italiana in Europa per l’uso efficiente di risorse rinnovabili nei processi produttivi.
    A parità di prodotto, infatti, le imprese Made in Italy consumano meno energia: con 13,7 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro prodotto, tra i Big5 Ue solo le imprese della Gran Bretagna (cha ha però un’economia più legata alla finanza) fanno meglio (8,3 TEP). Mentre siamo più efficienti di francesi (14,4 TEP), spagnoli (15 TEP) e tedeschi (17,1 TEP), facendo molto meglio della media comunitaria (16,6).
  3. Il terzo selfie è sulla sostenibilità.
    Alla green economy si devono in Italia già 2 milioni 964 mila green jobs (ultimo dato disponibile, anno 2016), ossia occupati che applicano competenze “verdi”: il 13,1% dell’occupazione nazionale complessiva. 320 mila circa le assunzioni previste nel 2017 per questo settore.
     
  4. Al quarto posto il ruolo del design, componente fondamentale del Made in Italy e settore strategico per l’economia.
    In questo settore siamo secondi dopo il Regno Unito, per incidenza del fatturato del design sul totale dell’economia: 0,15%, quasi il doppio della media dell’Unione europea (0,09%), molto più della Germania (0,06%) e di Francia e Spagna (0,05%). Inoltre, l’Italia, con quasi 10.000 progetti, si conferma seconda potenza dell’Unione europea per numero di disegni registrati.
  5. Il selfie numero 5 riguarda la Cultura, la bellezza e la creatività, che valgono il 16,7% del Pil
    Alla filiera della cultura l’Italia deve 89,9 miliardi di euro, il 6% della ricchezza prodotta nel Paese nel 2016. Questi quasi 90 miliardi ne mettono in moto altri 160 nel resto dell’economia: 1,78 euro per ogni euro prodotto dalla cultura. Si arriva così a 250 mld prodotti dall’intera filiera culturale (il 16,7% del Pil), col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano. Cultura e creatività danno inoltre lavoro al 6,1% del totale degli occupati in Italia, 1,5 mln di persone.
  6. Al sesto posto l’Agroalimentare, dove siamo primi in sostenibilità.
    L’agricoltura Made in Italy, infatti, è prima tra i grandi Paesi europei per riduzione delle emissioni climalteranti: con 678 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro prodotto facciamo molto meglio di Spagna (912), Francia (1.060), Germania (1.355), Gran Bretagna (1.412) e della media Ue 28 (1.073). Siamo efficienti anche nell’uso di energia, terzi tra i big Ue con 46 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro prodotto, dopo Gran Bretagna e Spagna.
  7. Selfie numero 7 per la farmaceutica, dove siamo tra i primi grandi Paesi europei per crescita dell’export.
    Nel periodo 2010 – 2016, quindi durante la crisi, l’industria del farmaco in Italia ha visto una crescita dell’export del 52%, più della media dell’Ue 28 (+32%) e più degli altri big europei (Germania +40%, Spagna e Gran Bretagna +17%, Francia +8%). 
  8. All’ottavo posto il Legno d’arredo, dove siamo primi esportatori europei verso mercati extra-Ue.
    Con il 30% del totale esportato dall’Ue nel resto del mondo, l’Italia è la prima nazione esportatrice europea del settore legno arredo, seguita da Germania (20%), Polonia (8%), Svezia, Francia, Danimarca, Spagna (5%) e Regno Unito (4%). Ciò grazie anche alle scelte ambientali delle imprese. Ad esempio, siamo leader europei nell’impiego di legno riciclato nella produzione di pannelli truciolari, con una quota del 90% di materia da riciclo.
  9. Selfie numero 9 per il settore Machinery.
    Con 57,7 mld di dollari di surplus, l’industria italiana del machinery si conferma nel gruppo di testa della graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta dai competitor tedeschi (104,2 mld), cinesi (83,6 mld) e giapponesi (70 mld).
  10. Last but not least, il selfie numero 10, che vede il focus sulla moda, dove siamo secondi al mondo per quote di mercato.
    L’Italia, grazie anche alle scelte ambientali delle imprese, ha reagito meglio degli altri Paesi europei alla crisi degli anni recenti, rafforzando la sua posizione di leadership internazionale. Siamo infatti il secondo Paese al mondo per quote di mercato (6,6%), dopo la Cina (40,4%) e davanti a India (4,7%), Germania (4,7%) e Hong Kong (3,9%).

(c.b. aise)

Foto Jon Sullivan CC0

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