Slovacchia attendista sul caso Skripal. Pellegrini: aspettiamo prove sicure

La Slovacchia non seguirà l’esempio dei 21 paesi occidentali che hanno già deciso di espellere un numero di diplomatici russi (per ora, 112) come ritorsione per l’avvelenamento nella città inglese di Salisbury dell’ex agente sovietico Sergei Skripal e la figlia, che sono stati contaminati con un agente nervino denominato Novichok. «La Slovacchia agirà in modo responsabile, senza cedere a pressioni o facendo gesti teatrali», ha detto ieri il primo ministro Peter Pellegrini. «Abbiamo già predisposto le misure possibili e aspetteremo. La sola convinzione di una “elevata probabilità” di responsabilità della Russia non è sufficiente per la Slovacchia. Cominciamo convocando l’ambasciatore russo al ministero degli Esteri. Se necessario, prenderemo misure supplementari».

Oltre alla Slovacchia, anche Austria, Bulgaria, Portogallo, Belgio, Serbia, Slovenia e Cipro hanno annunciato che per il momento non intendono allontanare dei russi dalle sedi diplomatiche nei propri paesi. Il portavoce del governo austriaco ha detto che l’Austria è «un paese neutrale e un ponte tra Oriente e Occidente», e non intraprenderà alcuna azione, tenendo aperti i i canali di dialogo con la Russia. Anche il Belgio è convinto che sia «necessario mantenere un dialogo con Mosca», e il Portogallo ritiene le misure adottate nel quadro dell’Unione europea come «il modo più efficace per rispondere alla gravità del momento».

Al contrario, i tre più stretti alleati della Repubblica Slovacca all’interno del Gruppo Visegrad, ovvero Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, hanno preso contromisure sanzionatorie nei confronti di Mosca.

Ieri Anton Hrnko, vicepresidente del Partito nazionale slovacco (SNS), formazione che è parte della coalizione di governo, aveva detto lunedì che le azioni della Slovacchia sul ​​caso Skripal dovrebbero essere «guidate dalla ragione» e governate dal vecchio assioma romano Audiatur et Altera Pars (“si ascolti anche l’altra parte”), aspettando a vedere come va a finire senza prendere decisioni affrettate nei confronti della Russia. Siamo fedeli all’alleanza europea ed euroatlantica, ha sottolineato Hrnko, ma «ogni decisione di rappresaglia dovrebbe essere fondata soltanto su prove incontrovertibili», e non su accuse basate su “fondati sospetti”.

Lunedì il ministero slovacco degli Affari esteri ha deciso di convocare l’ambasciatore russo in Slovacchia per chiedergli una spiegazione. La Repubblica Slovacca ha tuttavia condannato nettamente l’attacco adottando la risoluzione del Consiglio europeo del 22 marzo, in cui tutti gli Stati dell’UE hanno dichiarato sostegno alla Gran Bretagna. Il presidente di SNS e capo del Parlamento slovacco, Andrej Danko, ha rincarato la dose oggi, dicendo che la Slovacchia dovrebbe mantenere la propria sovranità e indipendenza in politica estera.  «Teniamoci il nostro buon senso e la nostra politica in materia di affari esteri, non siamo una provincia [dell’UE], siamo uno stato indipendente!» ha dichiarato Danko secondo Tasr. Per giustificare questo punto di vista, Danko ha anche citato il mancato rispetto di Londra degli impegni presi negli anni passati nei confronti dell’Unione europea, e dunque anche della Slovacchia.

In questa foto e sopra la zona di Salisbury dove Skripal e la figlia sono stati trovati contaminati. La tenda blu nell’immagine sopra nasconde la panchina sulla quale erano seduti

Opposta la linea indicata dal capo dello Stato Andrej Kiska, che si aspetta un atteggiamento chiaro e dirimente del paese verso la Russia in questo caso spinoso. Il portavoce del presidente ha detto che la Gran Bretagna e vari paesi dell’UE e gli Stati Uniti hanno espulso numerosi diplomatici russi dopo il fatto, mentre Bratislava ancora non ha fatto nulla. Kiska ne aveva discusso ieri mattina con il Sottosegretario agli Esteri Lukas Parizek (nominato da SNS, foto sotto), esprimendo il suo disappunto per l’inazione slovacca, soprattutto in confronto alle azioni prese dai paesi vicini di Visegrad. Kiska aveva fatto pressioni al telefono anche sul nuovo premier Peter Pellegrini (Smer-SD) sulla necessità di mostrare solidarietà ad un alleato fondamentale per la Slovacchia come è Londra.

Più tardi Lukas Parizek, che regge il ministero degli Esteri in assenza del ministro Lajcak e del sottosegretario Ivan Korcok, entrambi negli Usa, non ha escluso la possibilità che la Slovacchia finisca per espellere dei diplomatici russi, soprattutto se l’inchiesta in corso nel Regno Unito mostrerà evidenti responsabilità di Mosca in questo – è il caso di dire – sporco affare. Parizek, che ha incontrato l’ambasciatore russo Alexey Fedotov, ha chiesto alla Russia di collaborare per chiarire l’incidente, «fornendo quante più informazioni possibili per consentire di chiarire il caso». Comunque Parizek ha concluso dicendo che «crediamo fermamente che gli attuali sospetti non saranno confermati». Secondo il sottosegretario, l’ambasciatore Fedotov si è scusato per la citazione della Slovacchia da parte del suo ministero degli Esteri quale potenziale fonte del gas nervino che ha avvelenato Skripal e la figlia.

Parizek si è visto in seguito con l’ambasciatore britannico Andrew Garth, al quale ha spiegato la decisione della Slovacchia di attendere maggiori sicurezze sui sospetti di colpevolezza di Mosca. Ha poi espresso la speranza che siano presto pubblicati i risultati dei test condotti dagli specialisti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) per aiutare a fare luce sul crimine e identificare le responsabilità.

La Gran Bretagna ha espulso diplomatici russi dai suoi confini nei giorni scorsi, seguita da altri 16 stati membri dell’UE – l’Italia con due espulsioni. Anche Trump ha ordinato l’allontanamento dagli Stati Uniti di 60 diplomatici russi, chiudendo il consolato russo di Seattle, e misure simili sono state prese dall’Australia e dalla Nato.

La questione dovrebbe essere affrontata a Bratislava oggi, mercoledì, nella seduta settimanale del consiglio di sicurezza del governo slovacco.

(La Redazione)

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Foto Ian Southwell cc by nc nd
Micky-Kroell@OSCE_by nd

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