Il Parlamento vota la fiducia. Pellegrini: ora al lavoro per un paese migliore

Il nuovo esecutivo slovacco del primo ministro Peter Pellegrini ha ottenuto la fiducia, dopo due giornate di dibattito in Parlamento, nella serata di ieri con il voto di 81 deputati sui 144 presenti in aula. Sul suo profilo Facebook il premier ha scritto ieri sera «Il Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca ha espresso la sua fiducia nel nuovo governo. È un passo significativo e importante per il nostro paese, la sua stabilità e il suo progresso», esprimendo al contempo la sua determinazione a continuare a lavorare perché la Slovacchia diventi un paese  «ancora migliore, più bello e più ricco».

Il programma del nuovo gabinetto, composto dagli stessi tre partiti della coalizione creatasi dopo le elezioni del 2016 ha ricevuto i voti di tutti i parlamentari dei partiti Smer-SD, SNS e Most-Hid, cui si sono aggiunti tre deputati indipendenti (Alena Bašistová, Martina Šimkovičová e Rastislav Holúbek). Anche i due ex ministri Madaric e Zitnanska, dimessisi prima che Robert Fico decidesse di farsi da parte, hanno votato a favore. L’ex ministro della Cultura Marek Madaric, rimasto semplice deputato di Smer, ha sostenuto il nuovo governo convinto che la sostituzione di premier e ministro degli Interni sia un cambiamento sufficiente a dare fiducia nella nuova squadra. Egli si è solo rammaricato che il programma di governo  sia stato preso tale e quale, e non sia stato aggiornato per andare incontro alle richieste della piazza che in queste settimane si è fatta più insistente. Lucia Zitnanska, che fino alla scorsa settimana era a capo della Giustizia, ha detto che ora si aspetta che il governo di Pellegrini «rifletta sulla situazione attuale e cerchi di comprendere cosa sta succedendo nella società» slovacca.

Al voto in aula si sono astenuti due deputati indipendenti, Igor Janckulík e Peter Marček, mentre tutti i parlamentari dell’opposizione hanno votato contro, sottolineando l’insoddisfazione per il rimpasto, che ha visto il cambio di poche delle facce del vecchio governo di Fico, e le proteste della gente nelle strade chiedendo elezioni anticipate.

Il programma politico dell’esecutivo, che ricalca fedelmente quello di due anni fa, era stato approvato il 22 marzo dal governo appena nominato, per essere poi presentato in Parlamento venerdì 23. La seduta era stata sospesa per le troppe iscrizioni a intervenire dei membri dell’opposizione. Ripresa lunedì 26, è andata avanti per tutta la giornata fino al voto finale in serata.

Hlasovanie o dôvere pre moju vládu v Národnej rade Slovenskej republiky. 81 poslancov hlasovalo ZA.

Posted by Peter Pellegrini on 26. marec 2018

Pellegrini ha affermato che il nuovo governo è preparato non solo a continuare i compiti iniziati dal suo predecessore due anni fa, ma anche a dare il via a un nuovo corso politico che implica un lavoro di profonda moralizzazione e la punizione di tutti coloro che hanno abusato del sistema di sovvenzioni statale. «Non importa di chi si tratta o se appartenga o meno al partito Smer-SD», ha promesso Pellegrini, che ha aggiunto non esserci posto in questo paese per chi è stato condannato per frode fiscale o chi ha legami con la mafia.

Il rimpasto di governo è stato imposto dalla crisi politica scoppiata con l’omicidio del giornalista d’inchiesta Jan Kuciak e della sua fidanzata. L’inchiesta di Kuciak aveva portato a galla presunte connivenze fra ambienti governativi, anche molto vicini al primo ministro Robert Fico, e personaggi che si ritiene legati al crimine organizzato, in particolare calabresi residenti nell’est della Slovacchia che hanno rapporti con la ‘ndrangheta. Pellegrini è stato nominato primo ministro e ha cambiato alcuni nomi del governo precedente con l’intento di ripristinare la fiducia della gente nelle istituzioni, come preteso dal presidente della repubblica Andrej Kiska. Le esternazioni del capo dello Stato sulla necessità di un cambiamento radicale della compagine di governo, o l’avvio di una procedura di elezioni anticipate, erano risultate in un acido conflitto con il premier Fico, che non ha potuto fare altro che farsi da parte insieme al ministro degli Interni Robert Kalinak.

Dopo le manifestazioni di venerdì 23 marzo, con un drappello di un migliaio di persone che sono salite fin davanti al Parlamento, anche ieri pomeriggio alcuni degli organizzatori della Grande marcia anticorruzione dell’anno scorso hanno chiamato la popolazione a manifestare davanti al palazzo del Consiglio nazionale contro la fiducia al governo. Le richieste sono state di andare a elezioni anticipate perché «non ci fidiamo del nuovo governo». Gli organizzatori delle marce “Per una Slovacchia dignitosa”, che venerdì scorso avevano sospeso le proteste a Bratislava, hanno nel frattempo rinnovato le loro richieste al ministro degli Interni Tomas Drucker (candidato Smer-SD) di intervenire immediatamente nel licenziare il capo della polizia Tibor Gaspar, altrimenti i grandi raduni “Za slušné Slovensko” ricominceranno.

(La Redazione)

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