Parlamento: Pellegrini presenta il programma per la fiducia

Questa mattina si è aperta alle 9 una sessione parlamentare con un solo punto all’ordine del giorno: la discussione sul programma del nuovo governo e il voto di fiducia sull’esecutivo di Peter Pellegrini. Il programma, approvato ieri mattina dal consiglio dei ministri, è sempre quello dell’aprile 2016, già negoziato a suo tempo dai tre partiti della coalizione di maggioranza (Smer, SNS e Most), e le 70 firme di deputati apposte sulla lettera di sostegno al gabinetto di Pellegrini, che egli aveva consegnato al capo dello Stato, non lasciano immaginare che ci siano sorprese o frange di maggioranza che non seguano gli ordini di partito. A spiegare la scelta di ricopiare il documento di programma del 2016 è stato lo stesso Pellegrini quando ieri ha invitato tutti a rispettare il fatto che l’esecutivo è composto dalle stesse formazioni politiche, che vogliono finire quanto cominciato in questi due anni. Inoltre, per preparare un nuovo documento si sprecherebbe del tempo prezioso. «Dobbiamo tornare subito al lavoro, questo paese è rimasto paralizzato per tre settimane», ha detto Pellegrini.

Nel suo discorso all’aula, Pellegrini ha ricordato che Robert Fico (Smer-SD), primo ministro per tre volte, ha lasciato un segno significativo nella politica slovacca come nessuno prima, e continuerà a farlo come leader dei socialdemocratici, i cui pilastri sono riflessi nel vecchio-nuovo programma. Il nuovo premier ha detto di ringraziare il capo dello Stato, Andrej Kiska, «che ha rispettato le regole della democrazia parlamentare non cedendo alle pressioni dei media e della politica per trasformare il sistema parlamentare in uno presidenziale». Si è augurato che tutti i politici, dopo l’approvazione del programma di governo, inizieranno a lavorare per il popolo.

A suo parere, la nomina del suo gabinetto dovrebbe essere considerata un passo considerevole per riportare la stabilità nel paese e focalizzare l’attenzione sui problemi reali della gente. Essendo il programma lo stesso, il governo «non può chiedere, e non lo farà, la moratoria dei 100 giorni» e «mi aspetto che i miei colleghi lavorino oltre il 100%», ha affermato Pellegrini.

Il premier ha invitato la gente a lasciar lavorare la polizia. «Mi fido degli investigatori, non abusiamo di questo argomento: il ruolo del nuovo ministro degli Interni Tomas Drucker (Smer-SD) è di creare le migliori condizioni possibili per il lavoro della polizia. Questa tragedia [lìomicidio di Kuciak e Kusnirova] non può essere investigata nelle strade, né sui giornali o ai seggi elettorali», ha detto. Accennando alle proteste di piazza, Pellegrini si è detto «grato che non ci sia stata violenza, nessuna rivolta», e ha commentato le azioni dell’opposizione dicendo che «fare politica vuol dire avere responsabilità nei confronti del proprio paese». Andare ad elezioni anticipate non risolverebbe nulla, perché «non farebbe che approfondire le turbolenze e creare confusione». E del resto, una netta maggioranza in Parlamento ha dichiarato il suo sostegno al completamento del programma dell’attuale coalizione nata da libere elezioni democratiche, ha concluso.

Due incidenti, entrambi nel pomeriggio, hanno turbato la sessione parlamentare, prima l’aula potesse tornare alla normale discussione sull’oggetto della seduta. Il presidente della camera Andrej Danko ha espulso dall’aula il leader  di OLaNO Igor Matovic, che aveva fatto uso di ausili visivi durante il suo intervento, un fatto vietato dal nuovo regolamento passato all’inizio dello scorso anno. Matovic aveva parlato delle vittime del barbaro omicidio, Jan Kuciak e Martina Kusnirova, mostrando una loro fotografia. Quanto a secondo incidente, si è trattato di una sostanza di colore bianco versata davanti all’ingresso principale del Parlamento da un attivista. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, hanno verificato che si trattava di una sostanza innocua. Per qualche ora l’ingresso principale era stato chiuso, e l’afflusso era stato gestito da un ingresso secondario.

Dopo le 17 è stato deciso di rinviare i lavori parlamentari per la mozione di fiducia al programma del governo Pellegrini a lunedì 26 marzo, causa i troppi interventi richiesti dai legislatori dell’opposizione per parlare in aula.

(La Redazione)

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