Governo: approvato il programma, domani in Parlamento per la fiducia

Dopo che il premier uscente Robert Fico ha consegnato l’ufficio al suo successore Peter Pellegrini, il consiglio dei ministri (quello nuovo nominato poche ore fa) che si è riunito oggi a mezzogiorno per la prima volta ha approvato all’unanimità il programma del governo. Si tratta in realtà dello stesso identico manifesto di programma nato dalle negoziazioni tra i partiti Smer-SD, Partito nazionale slovacco (SNS) e Most-Hid nella primavera del 2016 a seguito delle elezioni parlamentari, in continuità con quanto già fatto dall’esecutivo di Robert Fico. Unica differenza, la parte di programma che parlava del semestre di presidenza europea (luglio-dicembre 2016), che è stata depennata. E una introduzione dedicata all’attuale situazione socio-politica in Slovacchia, dove per la prima volta di è vissuto l’omicidio di un giornalista e la gente ha perso fiducia nelle istituzioni. Il testo spiega anche che il governo si impegna a preparare soluzioni per pacificare il paese e si impegna a prestare più attenzione alla vita reale delle persone, evitando quanto più possibile di dividere la scena politica e la società.

A fine riunione il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) ha dato la notizia ai giornalisti subito prima di partire per Bruxelles dove deve partecipare al vertice UE. Come ha specificato lui stesso, Pellegrini rientrerà in anticipo questa sera, per essere domattina alle 9 in Parlamento a chiedere la fiducia, un atto dato per scontato dopo la dichiarazione di sostegno al rimpasto del gabinetto già firmata la scorsa settimana da 79 parlamentari, un numero sufficiente per approvare velocemente il documento e mettere il governo nella sua piena operatività. Nonostante questo, Pellegrini non si aspetta di ottenere la fiducia lo stesso giorno, aspettandosi che la discussione parlamentare e l’ostruzionismo delle opposizioni allungheranno i lavori almeno fino a lunedì.

Il neo primo ministro Pellegrini ha confermato l’intenzione di incontrare gli organizzatori delle manifestazioni pubbliche “Per una Slovacchia dignitosa”, che si ripeteranno anche domani 23 marzo. Ma non vuole farlo prima di avere ottenuto la fiducia parlamentare nel suo governo. Ha affermato di essere ench’egli “per una Slovacchia decente”, ma non parteciperà alle manifestazioni, perché «come anche voi ammetterete», ha detto davanti ai giornalisti, «che non sarebbe una esperienza piacevole, e io non intendo provocare nessuno».

Nel corso della conferenza stampa, Pellegrini ha annunciato che il suo consulente per i media non sarà quello di Fico, il deputato Erik Tomas (Smer-SD). Pellegrini si è riservato nelle prossime settimane di mettere in piedi una sua squadra per la comunicazione con la stampa. E ha poi concluso sottolineando la necessità di non aspettare oltre per rimettersi al lavoro: «Dobbiamo tornare subito al lavoro, questo paese è rimasto paralizzato per tre settimane», ha detto.

Tra le prime cose sul tavolo dei ministri c’è il compito di Tomas Drucker di prendere possesso del ministero degli Interni, un dipartimento grande e complesso che è stato il regno di Robert Kalinak per dieci anni. Una situazione che Drucker deve subito prendere in mano per risolvere quanto prima almeno il nodo della credibilità della polizia. Come aveva anticipato il presidente Kiska, Drucker ha detto oggi di voler per prima cosa incontrare il capo della polizia Tibor Gaspar, uno degli uomini più fedeli di Kalinak da tempo sfiduciato dalla gente in piazza e dall’opposizione. Drucker ha detto di non sapere oggi chi «sarà licenziato e chi resterà» nella direzione delle forze dell’ordine, principale organo investigativo del paese. Intanto lui avrà bisogno di qualche tempo per approfondire la sua conoscenza della situazione e incontrare le persone interessate. Ha tuttavia ribadito di essere pronto a fare i cambiamenti che riterrà necessari. Per far riguadagnare credibilità alla polizia, Drucker pensa di mettere mano subito alla legge che stabilisce i modi di nomina della sua dirigenza, e le ragioni per il licenziamento, e di introdurre norme per la protezione dei whistlebower che metteranno in luce azioni di pressione da parte di istituzioni nei confronti della polizia. Anche Drucker, come il premier Pellegrini, si è detto disponibile a incontrare i manifestanti delle proteste popolari.

Un altro ministro che non avrà vita facile sarà Gabor Gal (Most-Hid), che eredita il dipartimento di Giustizia. Secondo il presidente Kiska, chi lo ha preceduto – Lucia Zitnanska, che si è dimessa la settimana scorsa – ha fissato molto in alti l’asticella per il suo successore. Incontrando la stessa Zitnanska (Most-Hid) oggi al palazzo presidenziale, Kiska le ha «espresso immensa gratitudine» per il gran lavoro fatto con l’obiettivo di rialzare la reputazione del sistema giudiziario. Kiska si è detto convinto che le molte misure messe in atto dall’ex ministro saranno continuate dal nuovo ministro, che «sarà in grado di continuare a ripristinare la fiducia della gente nella giustizia e nella magistratura». Tra i compiti prioritari di Gal c’è quello di riforma del sistema giudiziario, per renderlo efficace e di alta qualità, servendosi dell’aiuto degli esperti del Consiglio d’Europa, come già lei aveva fatto. Zitnanska, che ha rinunciato alla poltrona ministeriale per tornare in Parlamento come semplice deputato, ha detto che voterà la fiducia al nuovo gabinetto, anche se spera che il governo «rifletta sulla situazione attuale per capire cosa sta succedendo nella società».

(La Redazione)

Foto vlada.gov.sk

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