È fatta: il presidente Kiska nomina il nuovo governo di Peter Pellegrini

Dopo l’annuncio arrivato nel tardo pomeriggio di ieri dal palazzo presidenziale che comunicava l’ok del capo dello Stato alla compagine di ministri messa insieme in meno di una settimana per un rimpasto dell’esecutivo, il presidente Andrej Kiska ha nominato questa mattina Peter Pellegrini (Smer-SD) primo ministro e in seguito anche tutti i ministri del nuovo governo.

Kiska, che nella giornata di ieri aveva avuto incontri faccia a faccia con i nuovi volti del gabinetto, aveva annunciato nel pomeriggio di essere disposto a nominare questo nuovo governo nonostante non rispecchiasse completamente le sue richieste di un significativo rinnovamento, mostrando insoddisfazione per certi nomi al timone di alcuni ministeri. Ma si è detto cosciente dei limiti imposti alla sua carica dalla Costituzione, e di non intendere «superare la linea» rossa, spiegando che d’altronde la squadra di Pellegrini aveva già ricevuto il sostegno della maggioranza dei parlamentari, e non ci sono altre strade possibili per una maggioranza diversa da quella attuale. Il capo dello Stato aveva anche informato di aver fatto il possibile, per quanto nei suoi poteri, per accompagnare il paese in questo difficile passaggio, dopo che il governo di Robert Fico (Smer-SD) stava andando a pezzi, mettendo a rischio la tenuta della coalizione e la possibilità di dare seguito alle richieste di cambiamento che venivano dalla piazza. Kiska ha detto di aver cercato di usare responsabilità, impiegando i suoi poteri fino al limite per rispondere alle domande della gente. Per questo, aveva respinto la prima proposta di nuovo gabinetto proveniente dal premier incaricato Peter Pellegrini, convinto che chi governerà ora deve conquistarsi il suo ruolo non solo in Parlamento ma anche ispirando fiducia nella popolazione: «Spero che ognuno dei ministri sia consapevole di questa responsabilità e, in qualità di presidente, farò in modo che non possano dimenticare questa responsabilità nemmeno per una frazione di secondo».

Dopo questo annuncio, alcune centinaia di persone si sono ritrovate davanti al palazzo del presidente, in piazza Hodzovo, protestando contro quello che hanno definito un “colpo di stato”. Nel corso della protesta, organizzata dall’associazione civica Spolocnost Prav Obcanov, il deputato indipendente Peter Marcek (ex Sme Rodina) ha arringato la folla sostenendo che gli omicidi del giornalista investigativo Jan Kuciak e della sua fidanzata «potrebbe servire a qualcuno come pretesto per organizzare un colpo di stato». Marcek, che con altri fuoriusciti di Sme Rodina in questi due anni ha sostenuto il governo, ha esortato gli studenti e i giovani a non «lasciarsi usare dai loro colleghi che guidano le proteste». I manifestanti hanno scandito slogan per invitare Kiska a dimettersi e a non candidarsi per la rielezione nelle elezioni del prossimo anno. Gli organizzatori della protesta hanno chiesto inchieste sulla corruzione in tutti i settori della società, a cominciare dal presidente Kiska, dal governo e dall’opposizione.

Foto Fľuska Proti „štátnemu prevratu“ protestovalo v Bratislave približne 300 ľudí. Treba poznamenať, že protest mal zaujímavé načasovanie. Prebehol po tom, ako prezident vymenoval premiéra.

Posted by Fľuska on 21. marec 2018

Questa mattina è stato dunque nominato il nuovo esecutivo, che ha subito giurato nelle mani del presidente Kiska. Con il primo ministro Pellegrini, le altre facce nuove sono Richard Rasi (Smer-SD), nuovo vicepremier per gli Investimenti e l’Informatizzazione, Tomas Drucker (candidato Smer-SD) che passa dalla Salute agli Interni, Andrea Kalavska (candidata Smer -SD) diventa ministro della Salute, Lubica Lassakova (Smer-SD) ministro della Cultura e Gabor Gal (Most-Hid) ministro della Giustizia.

Nessun cambio invece per gli altri ministeri, e intatta è rimasto il bilanciamento tra i tre partiti rispetto al governo precedente. La nuova compagine del gabinetto, così come indicata sul sito del governo, è dunque così composta:

Peter Pellegrini (Smer-SD) – primo ministro
Peter Kazimir (Smer-SD) – vicepremier e ministro delle Finanze
Gabriela Matecna (candidata SNS) – vicepremier e ministro dell’Agricoltura e Sviluppo rurale
Laszlo Solymos (Most-Hid) – vicepremier e ministro dell’Ambiente

Richard Rasi (Smer-SD) – vicepremier per Investimenti e Informatizzazione
Miroslav Lajcak (candidato Smer-SD) – ministro Affari esteri ed Europei
Peter Gajdos (SNS) – ministro della Difesa
Tomas Drucker (candidato Smer-SD) – ministro degli Interni
Peter Ziga (Smer-SD) – ministro dell’Economia
Arpad Ersek (Most-Hid) – ministro dei Trasporti ed Edilizia
Gabor Gal (Most-Hid) – ministro della Giustizia
Jan Richter (Smer-SD) – ministro del Lavoro, Affari sociali e Famiglia
Martina Lubyova (candidata SNS) – ministro Istruzione, Scienza, Ricerca e Sport
Lubica Lassakova (Smer-SD) – ministro della Cultura
Andrea Kalavska (candidata Smer -SD) – ministro della Salute

Pellegrini ha sottolineato, nel discorso che ha fatto seguito alla nomina, di considerare questo «un passaggio significativo verso la stabilità della Slovacchia» e di ringraziare tutte le «figure costituzionali del paese e il presidente per le iniziative prese a favore della nomina di un nuovo governo». «Faremo del nostro meglio affinché la Repubblica Slovacca sia un paese di successo, un buon posto in cui vivere e un paese di cui essere orgogliosi. Faremo tutto il possibile per far sì che ciò accada», ha affermato Pellegrini, citando tra le altre cose lo sviluppo sociale ed economico della società, la responsabilità di bilancio e un chiaro orientamento europeo della Slovacchia. Riferendosi agli omicidi del giornalista Jan Kuciak e della fidanzata Martina Kusnirova, il neo premier ha detto che tali azioni spregevoli non devono accadere in Slovacchia: il suo governo li considera un “attacco alla libertà di parola”. Lui ha promesso che, insieme a tutto il governo e le autorità dello Stato, farà tutto il possibile per indagare sul doppio omicidio e punire i colpevoli. Pellegrini è convinto che ora sia la coalizione di maggioranza che l’opposizione prenderanno i giusti provvedimenti per contribuire a stabilizzare e calmare la situazione in Slovacchia. Pellegrini ha tuttavia anche criticato i media per aver dipinto la Slovacchia nelle ultime settimane come “buco nero d’Europa”. Egli rigetta tale visione, ricordando i passi importanti fatti dal paese in campo economico e sociale, e per il livello della sua organizzazione democratica, è tra i paesi di maggior successo nell’Europa centro-orientale, «una cosa di cui possiamo andare fieri».

Vymenovanie novej vlády

Dnešný deň považujem za významný krok smerom k zabezpečeniu stability Slovenska. Ďakujem ústavným činiteľom, ktorí podnikli kroky smerujúce k vymenovaniu novej vlády. Verím, že tento krok prispeje k upokojeniu situácie na Slovensku. Prácu, ktorá nás čaká, budeme odvádzať svedomito a dôkladne.

Posted by Peter Pellegrini on 22. marec 2018

Dal canto suo, il presidente Kiska ha detto che non è sufficiente rimescolare un governo, ma «la vostra responsabilità principale sarà quella di cambiare lo stile di governo: tengo le dita incrociate per voi e per il paese», ha detto. Kiska ha affermato di aver trovato un accordo con il nuovo ministro agli Interni, Tomas Drucker, che non avrà vita facile dopo la gestione decennale di Robert Kalinak, per un avvicendamento nella direzione del corpo di polizia, una istituzione che ha perso molta della sua credibilità nei confronti della gente. Kiska ha augurato ai nuovi membri del gabinetto di riuscire a mettere energia, determinazione e forza nel loro lavoro per servire al meglio il paese. Un lavoro, ha aggiunto, che sarà estremamente difficile nell’attuale atmosfera in Slovacchia. «È passato un mese dal terribile omicidio [di Kuciak]: in questo mese sono state pronunciate molte parole forti sullo stato della nostra società, sulla fiducia nelle istituzioni il cui compito è quello di fornire giustizia e proteggere le fondamenta del nostro Stato. Troppe parole sono state pronunciate, ma molto poco è stato fatto per calmare il clima nella società», ha detto.

Primo compito del nuovo esecutivo è stata una prima riunione per approvare il suo programma, che per stessa ammissione di Pellegrini ricalcherà quello deciso dalla coalizione tripartita (Smer-SD, SNS e Most-Hid) due anni fa. Il passo successivo è presentarsi al Parlamento per il voto di fiducia, in una seduta che potrebbe aver luogo anche domani, venerdì 23 marzo. Su questo non ci dovrebbero essere sorprese, in quanto Peter Pellegrini ha ricevuto per la sua opera di ricostruzione il sostegno di 79 deputati su 150, una circostanza che ha portato il capo dello Stato a non tirare troppo la corda nel chiedere ulteriori modifiche della squadra di governo.

La nomina del governo in mattinata permetterà a Pellegrini di partecipare già oggi al vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione europea a Bruxelles, evitando così un vuoto istituzionale che avrebbe creato un precedente poco nobile. Prima del consiglio dell’UE, Pellegrini parteciperà a una riunione dei leader di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria), e avrà un incontro di lavoro con il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. Tuttavia, il nuovo primo ministro slovacco rientrerà oggi in serata, e nella giornata di venerdì la Slovacchia sarà rappresentata dal premier ceco Andrej Babis, come ha comunicato la portavoce del governo stamattina.

(La Redazione)


Foto FB.com/pellegrini.peter

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