Airbnb, Uber, Booking.com e le altre non vogliono pagare tasse in Slovacchia

La modifica legislativa approvata in dicembre dal Parlamento ed entrata in vigore a inizio dell’anno per la tassazione degli utili prodotti in Slovacchia dalle piattaforme digitali straniere (la cosiddetta web tax) costringeva le suddette aziende (tra cui Uber, Airbnb o Booking.com) a registrare una stabile organizzazione in Slovacchia per le loro attività nel paese entro la fine di febbraio. La misura, inserita nella legge sull’imposta sul reddito d’impresa, che avrebbe fatto della Slovacchia un paese pioniere in questo settore, non ha però al momento dato frutti: soltanto una di queste aziende sovranazionali della sharing economy e piattaforme digitali, secondo quanto afferma il fisco, ha creato la propria filiale slovacca mettendosi dunque in regola. E questo malgrado gli avvertimenti dell’autorità fiscale, che ora pensa di agire con nuove azioni ancora non note.

Le aziende digitali di intermediazione, in particolare nel settore alberghiero e dei trasporti, come già avevano affermato a dicembre subito dopo il passaggio della legge in Parlamento, non intendono aprire una propria residenza fiscale in Slovacchia e criticano il governo slovacco per il conflitto delle norme nazionali con i trattati internazionali sulla doppia imposizione. Secondo il ministero delle Finanze la registrazione in Slovacchia è obbligatoria, indipendentemente dal paese in cui tali aziende hanno la propria base, che abbiano o meno con la Slovacchia un trattato sulla doppia imposizione fiscale.

La Camera slovacca dei consulenti fiscali contesta tale approccio e mette in luce le contraddizioni della direttiva, sostenendo il principio che gli accordi internazionali hanno priorità sulla legislazione nazionale. In questo modo, dicono, si potrebbe aprire un contenzioso infinito che finirebbe in tribunale. Inoltre, per il caso delle piattaforme digitali inadempienti, la legge trasferisce l’obbligo fiscale sulle imprese locali che si servono di tali servizi di mediazione sul web, creando nuovi problemi imprevisti agli imprenditori locali.

(Red)

Foto pixabay CC0

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