Governo, si rimanda. Kiska rigetta la lista dei ministri di Pellegrini

Incidente di percorso per il neo premier slovacco Peter Pellegrini. La lista che è stata inviata ieri al capo dello Stato non è stata gradita, e oggi il presidente Andrej Kiska ha annunciato il suo rifiuto di nominare il governo proposto dal primo ministro designato. Come aveva annunciato ieri il suo ufficio, il presidente ha oggi comunicato la sua decisione sia al premier incaricato che pubblicamente. «Gli ho detto che non nominerò il governo nella composizione che mi è stata proposta», ha detto Kiska alla stampa, notando dia vere dato tempo a Pellegrini fino a venerdì per farsi avanti con un nuovo elenco. La scadenza di venerdì è probabilmente stata indicata allo scopo di riuscire a proporre un governo accettabile prima della prossima protesta popolare (la quarta) che si terrà venerdì 23 marzo.

Il presidente ha comunque ringraziato pubblicamente Pellegrini per il suo comportamento obiettivo e corretto nell’eseguire il compito affidatogli. Ha tuttavia fatto alcune obiezioni al premier incaricato, e ha ribadito che in particolare la persona che andrà a ricoprire la carica di ministro degli Interni, una funzione chiave per garantire indagini indipendenti e complete sull’assassinio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata, deve godere della fiducia dei cittadini. Kiska ritiene necessario, per riappacificare la società dopo gli strappi devastanti di queste settimane, che la nuova squadra dell’esecutivo sia al di sopra di ogni sospetto e adatta a riportare un clima politico di serenità. Il presidente ha rammentato che anni di nomine di parenti, amici e partner commerciali nelle più alte funzioni pubbliche hanno creato un’immagine poco lusinghiera dello stato delle istituzioni agli occhi della gente. Ai cittadini bisogna dare la possibilità di ritornare a credere che chi copre cariche istituzionali «abbia cura della tutela dell’interesse pubblico».

Per il posto che per dieci anni è stato di Robert Kalinak, il partito di maggioranza relativa Smer-SD aveva proposto Jozef Raz jr., ex segretario generale dell’ufficio del personale pubblico al ministero della Salute e figlio del più noto Jozo Raz, cantante del gruppo pop Elan, una leggenda in Slovacchia. Tra le caratteristiche che il ministro dovrebbe avere, dopo le contestazioni di manipolazioni di diverse indagini mosse contro il ministro Kalinak e il suo capo della polizia Tibor Gaspar, c’era quella di trovare un nome che non fosse membro di Smer-SD e non fosse riconducibile in modo diretto al partito socialdemocratico. La scelta di Raz è stata suggerita da Tomas Drucker, anch’egli ministro (della Salute ) nominato da Smer ma non iscritto ed ex alto funzionario del ministero.

L’iniziativa del presidente di rigettare la proposta di Pellegrini è stata lodata da diversi esponenti dell’opposizione. Secondo il leader di OLaNO Igor Matovic, egli «ha fatto grandi passi per ripristinare la fiducia pubblica nello Stato», mentre la vicepresidente di Libertà e Solidarietà (SaS) Jana Kissova ha detto che il presidente Andrej Kiska «ha apertamente preso le parti del popolo», ed ha «reagito in modo eccezionale a una situazione straordinaria».

Al proposito, il vice presidente del Partito nazionale slovacco (SNS) Jaroslav Paska ha detto che il premier Pellegrini farà sicuramente del suo meglio per assecondare il capo dello Stato, ma non sarà un compito semplice. Questo tipo di forti pressioni, dice Paska,  potrebbero convincere il partito Smer-SD a optare per le elezioni anticipate. Secondo lui, se Smer non può nominare suoi membri di partito significa che non può esercitare il suo diritto a governare con i suoi candidati malgrado sia arrivato primo alle elezioni del 2016.

I tre partiti di coalizione hanno indicato di rispettare la decisione del presidente, e così hanno fatto due dei tre nomi ‘nuovi’ di Smer per l’esecutivo da comporre, Raz e Lassakova, che hanno comunicato con due brevi note separate, di accettare la decisione di Kiska e di restare in attesa di ulteriori passi.

I politologi ritengono che la risoluzione di Kiska fosse attesa, ma che è difficile che una nuova compagine di governo possa essere pronta in pochi giorni. Il presidente a suo tempo aveva chiesto nuove elezioni, da realizzarsi quanto prima, oppure una ricostruzione completa del nuovo governo. La lista presentata da Pellegrini non può obiettivamente essere considerata una “ricostruzione completa” in quanto rimangono al loro posto alcuni ministri che sono stati chiacchierati in merito ad affari poco chiari e sospetti di corruzione, ha detto Darina Malova. Del resto, ha detto, era irrealistico pensare che Robert Fico avrebbe voluto fare tabula rasa dei propri ministri al primo colpo. Lei crede che Fico non resisterà dall’attaccare di nuovo il capo dello Stato per la sua decisione, ma si augura che alla fine Smer si risolverà a tirare fuori dal cilindro dei nomi nuovi, per «disinnescare il clima teso nella società». Ma non diversamente dovrebbe accadere nel Partito nazionale (SNS), dove soprattutto su Peter Gajdos alla Difesa circolano diversi sospetti di corruzione o almeno di scarsa trasparenza nei contratti miliardari affidati dal ministero.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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