Fico si dimette, Pellegrini riceve il mandato a fare un governo

Il primo ministro Robert Fico (Smer-SD) ha consegnato alle 15:00 la sua lettera di dimissioni al presidente Andrej Kiska, che aveva dato il suo consenso al rispetto delle condizioni poste da Fico per il suo addio alla poltrona, e ha nominato immediatamente Peter Pellegrini all’incarico di costituire un nuovo governo. Il tutto si è svolto nel giro di pochi minuti, con facce tirate e poche cerimonie, ed è stato possibile grazie al ripensamento di Most-Hid, che ha accettato la testa di Fico su un piatto, una cosa del tutto inverosimile appena pochi giorni fa, se si considera il carattere dell’uomo e il suo ego piuttosto spiccato, e deciso di continuare a sostenere il governo con un titolare diverso.

Il vecchio e il nuovo premier erano arrivati al palazzo presidenziale insieme poco prima delle 15. Dopo l’affidamento dell’incarico a Pellegrini da parte del capo dello Stato, candidato unico di Smer-SD, Robert Fico ha detto ai presenti che il nome di Pellegrini era «la cosa più naturale» da fare, e si è congratulato con lui per il mandato ricevuto. Fico ha poi aggiunto che come leader del partito più forte rimane ora nel consiglio di coalizione con la volontà di aiutare al compimento del programma del governo, avvisando il presidente, l’opposizione e i cittadini che lui non ha intenzione di «andare da nessuna parte», lasciando intendere che dietro al nuovo primo ministro ci sarà sempre lui. Kiska lo ha ringraziato per la sua collaborazione e i due politici di Smer si sono voltati e se ne sono andati, con grande sorpresa di chi si aspettava almeno una parola dal premier incaricato.

Nella tarda mattinata Pellegrini aveva detto di aver consegnato al presidente Kiska le firme di 79 deputati che sostengono il cambio di governo con un primo ministro diverso da Robert Fico. Un numero che mostra come il presidente non avesse altra possibilità dato che l’opposizione non ha la forza di far mancare la fiducia al nuovo esecutivo, come di licenziare Fico alla sessione parlamentare prevista per lunedì 19, che a questo punto sarà cancellata. Pellegrini aveva detto di avere accettato l’offerta del suo partito ma di non aver «dormito per due notti». «È un grande onore per me, ma anche un enorme impegno», ha affermato, dicendo che cambieranno alcuni nomi, ma la distribuzione dei ministeri tra i tre partiti della coalizione (Smer-SD, SNS e Most-Hid) dovrebbe rimanere la stessa concordata nell’intesa di coalizione.

Tra i 79 che hanno firmato ci sono anche tutti i 14 deputati di Most-Hid, aveva detto in mattinata il leader del partito Bela Bugar, aggiungendo che il suo partito sa cosa sta facendo e che questa manovra aiuterà a calmare la tensione nella società. Questo, ha notato Bugar, è da considerarsi un passo di riconciliazione verso le richieste degli organizzatori delle proteste popolari. In realtà, la notte scorsa gli organizzatori delle manifestazioni “Per una Slovacchia dignitosa” avevano criticato i tre leader della coalizione per il loro attaccamento alla poltrona, chiedendo specialmente a Bugar di rispettare il diritto degli slovacchi a nuove elezioni.

La “mossa del cavallo” utilizzata da Robert Fico per spiazzare la scena politica è stata probabilmente anche dettata dall’idea che andare al voto anticipato avrebbe significato perdere consensi. Oggi un sondaggio realizzato dall’agenzia Focus ha mostrato che l’attuale coalizione di governo ha avuto un crollo di consenso, e in caso di elezioni in questo weekend otterrebbe soltanto 61 seggi, molti meno dei 76 per governare. L’indagine, condotta nell’ultima settimana, mette alla berlina proprio il partito Smer-SD, che arriverebbe appena al 20,2% dei voti, almeno 5 punti in meno rispetto al sondaggio di gennaio. Per quanto riguarda i suoi alleati, il Partito nazionale slovacco (SNS) avrebbe il 10% e Most-Hid il 5,6%. Mentre i maggiori partiti dell’opposizione manterrebbero grosso modo le proprie posizioni, e viene confermato il rientro in Parlamento dei cristiano-democratici (KDH) con il 7%, a guadagnare di più dalla fine anticipata della legislatura sarebbe l’estrema destra: il Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) sarebbe arrivato al 10,1%, con due punti di crescita rispetto a gennaio.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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