Premier Fico: “pronto a dimettermi per garantire stabilità”

Dopo lunghe giornate di negoziati che non gli hanno garantito, nemmeno dopo l’addio del ministro degli Interni Robert Kalinak, sufficiente spazio per continuare a governare, ieri sera Robert Fico ha detto che è pronto a lasciare l’incarico di primo ministro, allo scopo di facilitare una risoluzione all’attuale crisi politica. Nel fare l’annuncio in conferenza stampa insieme ai leader della coalizione Andrej Danko e Bela Bugar, Fico, che non ha tuttavia risparmiato le sue acide critiche a chi (media e opposizione) da diversi giorni ha messo in crisi la Slovacchia con «lo spietato sfruttamento a fini politici dell’omicidio del giornalista Jan Kuciak», ha ricordato che la coalizione di maggioranza che è al governo è uscita da elezioni parlamentari «regolari e democratiche» nel 2016, e lui ritiene che dovrebbe continuare a lavorare nel rispetto del mandato degli elettori. Altrimenti, «il paese piomberebbe nel caos». «È fondamentale che l’attuale coalizione di governo rimanga salda. La Slovacchia gode di una buona condizione, grazie anche al lavoro dell’attuale governo. È quindi nostro dovere continuare a compiere la volontà del popolo», ha spiegato il premier, che si è detto «disposto a fare il massimo», persino a dimettersi «anche domani», cioè oggi 15 marzo. Fico rivendica per il proprio partito Smer-SD, uscito vincitore dalle elezioni del 2016, il diritto di nominare il prossimo capo del governo, e ha detto che annuncerà il nome del suo successore a patto che il presidente Andrej Kiska si faccia garante del rispetto dei risultati delle elezioni parlamentari e dell’accordo di coalizione, e dia l’incarico per costruire il nuovo esecutivo a un uomo di Smer-SD.

Il primo ministro, accompagnato dagli altri due leader dei partiti della coalizione, è stato ieri a colloquio con il capo dello Stato per annunciare la sua offerta e le sue tre condizioni, e per ricordargli che l’attuale coalizione è l’unica possibile nell’attuale panorama parlamentare, con una “maggioranza efficace” e sicura che permette a governo e parlamento di lavorare in maniera proficua. Fico, Danko e Bugar hanno informato il presidente che sono in grado di portargli le firme di almeno 76 parlamentari (la maggioranza) che sosterranno la bozza di soluzione della coalizione per fare un nuovo governo. Non si sa al momento se il presidente accetterà le condizioni stabilite da Robert Fico.

Fico è convinto che sia importante evitare elezioni anticipate in Slovacchia nell’attuale situazione di caos e instabilità. Lo stesso, in qualche modo, pensano anche gli altri partiti della coalizione. Il capo del Partito Nazionale Slovacco (SNS) Andrej Danko ha elogiato la decisione del primo ministro, che ha definito come un segno di «molta più responsabilità» della maggioranza tripartita nei confronti del paese, aggiungendo che non sa immaginare cosa succederebbe se il futuro governo fosse composto dall’attuale opposizione. Citando le manifestazioni popolari di queste settimane, Danko ha invitato i giovani che le organizzano a concentrare piuttosto i loro sforzi nella lotta politica. Béla Bugár, il leader del partito Most-Hid che ha aperto la crisi chiedendo la testa del ministro Kalinak, ha ammesso che le dimissioni di Fico possono essere di aiuto a ridurre le tensioni politiche. «Un nuovo governo, una nuova responsabilità e la continuazione di ciò che abbiamo iniziato due anni fa», ha detto, possono essere la soluzione per riportare il paese sui binari. Riferendosi all’atteggiamento preso dai liberali di Libertà e Solidarietà (SaS), primo partito all’opposizione, Bugar ne ha biasimato l’irresponsabilità nel sostenere «che il governo è già caduto e che non è necessario nemmeno recarsi in Parlamento». «I politici responsabili fanno le cose in modo diverso», ha aggiunto.

In serata la ministra della Giustizia, Lucia Zitnanska, vice presidente di Most-Hid, ha fatto sapere attraverso il suo portavoce di avere apprezzato la decisione di Fico, ma che non farà parte del futuro governo, anche se proprio lei era stata tra i più duri nel partito a chiedere la rimozione non solo del ministro Kalinak ma anche del primo ministro. Nella giornata altri leader del partito avevano spiegato che la posizione di Most-Hid, ratificata dal consiglio nazionale del partito, era chiara, e a favore di elezioni anticipate o di una uscita dalla maggioranza. Così aveva detto ai giornalisti, ad esempio, il deputato Frantisek Sebej. Ma è altrettanto evidente che l’uscita di scena di una figura così ingombrante come Robert Fico ha fatto rivalutare le priorità all’interno del partito. Il deputato Peter Kresak ha detto in serata che «nessuno si aspettava che sarebbe accaduto», e che si tratta di un «cambiamento radicale». Secondo lui, rimanere in coalizione dopo questo fatto non significa necessariamente tradire il mandato del consiglio nazionale, che fondamentalmente lo ha incaricato di agire per un rinnovamento sostanziale.

Se il presidente accetterà le condizioni poste da Fico, il premier dovrebbe dare a breve le sue dimissioni e l’incarico per creare un nuovo esecutivo sarà dato a un politico di Smer. In questo caso, la sessione straordinaria di lunedì 19 marzo che dovrebbe discutere una mozione di sfiducia sul primo ministro sarà cancellata. Il nuovo governo potrebbe essere pronto nel giro di un paio di settimane, e dovrà poi andare in Parlamento per ottenere la fiducia, una questione che secondo i leader di coalizione dovrebbe essere senz’altro praticabile. Secondo diversi commentatori politici, il futuro primo ministro potrebbe essere Peter Pellegrini, attuale vice primo ministro per gli Investimenti e l’Informatizzazione.

(La Redazione)

Foto FB/smersd

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.