Governo, la coalizione sta trattando. Most-Hid è fermo nel chiedere elezioni

Se ancora ieri il presidente del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko aveva affermato nel pomeriggio che i membri della coalizione di governo stavano discutendo di tutte le opzioni per salvare la legislatura, tra cui la possibilità di sostituire il primo ministro Robert Fico (Smer-SD), oggi tale scelta non avrebbe più alcuna base di credibilità. Danko ricordava che l’uscita di Fico dall’esecutivo era stata ipotizzata tempo fa da Lucia Zitnanska, ministro della Giustizia di Most-Hid, e diceva che a suo parere l’opzione di una profonda riedificazione del gabinetto era ancora sul tavolo. In ogni caso, i tre partiti della maggioranza stavano anche, ammetteva Danko, discutendo della situazione venutasi a creare nella società slovacca, di elezioni anticipate e di come migliorare o porre fine alla cooperazione all’interno coalizione. In ogni caso, aveva sottolineato che il governo era ancora al suo posto e godeva della fiducia del Parlamento, e che la posizione espressa da Most-Hid a favore delle elezioni anticipate non significa che farà cadere il governo. In ogni caso, il suo partito SNS ha parlato anche di possibili date per il voto anticipato e il primo vicepresidente Jaroslav Paska ha detto che se non c’è altra opzione si dovrebbe andare ai seggi «il prima possibile», anche durante l’estate. Al massimo, si potrebbe aspettare l’autunno per fare un election day insieme alle comunali. 

L’opposizione è favorevole ad andare alle urne, e rifiuta qualunque cambio di facciata del governo Fico, che per loro ha le ore contate. Per i due maggiori partiti dell’opposizione, SaS e OLaNO, l’uscita di Kalinak è solo il primo passo verso la caduta del governo perché questo gesto del ministro degli Interni arriva decisamente troppo tardi. I liberali (SaS) vogliono dare l’ultima spinta al partito Smer-SD, che secondo loro  sta «affondando e disintegrandosi». A loro si aggiungono anche i partiti extraparlamentari KDH e SMK, che non vedono altra soluzione di una rapida elezione nel breve periodo. Il governo, dicono, ha perso la fiducia della gente, un fatto ampiamente dimostrato dal raduno oceanico e Bratislava e da decine di altre manifestazioni nelle strade delle città slovacche.

Intanto è stata fissata per lunedì 19 marzo una sessione parlamentare straordinaria che vedrà un voto di sfiducia contro il primo ministro Robert Fico (Smer-SD). Ovviamente, se Fico dovesse essere sfiduciato, cadrà con lui anche l’intero governo.

Ieri si è aperta la 28esima sessione parlamentare di questa legislatura, che si stima sarà piuttosto breve. I deputati liberali di Libertà e Solidarietà (SaS) hanno ritirato tutte le loro proposte dall’ordine del giorno della sessione. Natalia Blahova, capogruppo di SaS in Parlamento, ha detto che non ha senso discutere eventuali proposte in questo momento: l’unica proposta da mettere sul tavolo è quella di abbreviare il termine elettorale. Un atto che tuttavia non ha ancora presentato nessuno. Dopo il ritiro delle proposte, ieri pomeriggio i deputati di SaS hanno lasciato l’aula parlamentare, promettendo di ritornarvi solo lunedì per la mozione di sfiducia contro Fico.

Con questo atteggiamento, SaS sembra voler reclamare la leadership all’interno dell’opposizione, che già gli viene dai numeri. La cosa viene confermata dalla volontà, espressa oggi, di andare alle prossime elezioni da solo, offrendo agli altri partiti un accordo di cooperazione post-elettorale, a patto di un impegno a non fare alcuna intesa con Smer-SD o con il partito di estrema destra di Kotleba. Un’altra condizione è la guerra aperta alla corruzione che SaS si aspetta dagli alleati. Il leader di SaS, Richard Sulik, ha detto che intende tenere incontri sul tema con OLaNO, Sme Rodina, il Movimento Democratico Cristiano (KDH), il Partito della Comunità Ungherese SMK, Progresivne Slovensko e altri partiti.

La pensano in modo diverso i rappresentanti del partito OLaNO, che hanno deciso di lasciare le proprie proposte nell’agenda parlamentare, «perché sono importanti», ha affermato Veronika Remisova, proprio ieri diventata nuovo capogruppo di OLaNO, una poltrona rimasta vacante da quando, nel mese di febbraio, il parlamentare Richard Vasecka è passato al Movimento Democratico Cristiano (KDH) dove sta correndo per il posto di presidente al prossimo congresso. Rimangono in agenda anche le proposte sponsorizzate dal Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di Marian Kotleba e alcuni altri punti all’ordine del giorno di poco conto. 

Questa mattina il quotidiano Sme ha ricordato che anche se oggi Fico si riferisca alle elezioni anticipate definendole un «colpo di Stato», il suo partito Smer ha votato due volte in passato per chiudere in anticipo la legislatura, la prima nel 2006 aiutando la caduta del secondo governo Dzurinda, e la seconda nel 2011, quando era il governo Radicova ad essere stato sfiduciato dai liberali di SaS. In entrambi i casi, il partito socialdemocratico ne è uscito vittorioso, andando poi a governare. Fico ha partecipato nella mattinata a una riunione del gruppo parlamentare di Smer-SD, evitando accuratamente i giornalisti. Il premier non ha ancora fatto alcun commento pubblico dopo che il partner di coalizione Most-Hid ha chiesto le elezioni anticipate. Nemmeno gli altri ministri Smer hanno voluto fare commenti nell’incrociarsi con i giornalisti. 

Si sono intanto sentite oggi due voci di membri di rilievo di Most-Hid, a due giorni dal consiglio nazionale che ha dato mandato alla leadership di trovare un accordo con gli alleati per elezioni anticipate.  Fratisek Sebej, capo della commissione esteri del Parlamento, ha detto che i rappresentanti di Smer “non sanno leggere bene”. Noi abbiamo detto che vogliamo elezioni anticipate o usciamo dalla coalizione, mentre loro continuano a parlare di un grosso rimpasto del governo, ha affermato Sebej. A specifica domanda, egli ha ammesso che se Fico fosse disposto a farsi da parte, si potrebbe ragionare su chi sia il prossimo premier, ma in realtà il suo partito è stato piuttosto chiaro: o elezioni anticipate, o lasciano il governo. Ancora più chiaro il ministro dell’Ambiente Laszlo Solymos, che uscendo dalla riunione del consiglio dei ministri ha detto no a qualunque rimescolamento del gabinetto, ritenuto “inaccettabile”.

Quanto al ministro Kalinak, che oggi ha partecipato al consiglio dei ministri, l’ufficio del capo dello Stato Andrej Kiska ha informato poco fa di non aver ancora ricevuto da lui alcuna lettera di dimissioni, nonostante l’annuncio fatto in una conferenza stampa lunedì mattina. Nè è pervenuta alcuna informazione su quando presumibilmente tale lettera potrà arrivare. Kalinak non aveva dato termini precisi, ma aveva detto che doveva prima «completare alcuni punti della mia agenda». I maligni potrebbero sospettare che, se si andasse a elezioni anticipate, il ministro non si dimetterà per guidare gli Interni, e la polizia e i servizi di intelligence, fino all’ultimo giorno della legislatura.

(La Redazione)

Immagine: BS

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