I genitori di Ján Kuciak e Martina Kušnírová: “è un omicidio politico”

Secondo i genitori del giornalista investigativo Ján Kuciak e della compagna Martina Kušnírová, giustiziati ciascuno con un solo colpo di arma da fuoco – lei alla testa, lui al cuore – la morte dei loro giovani figli (entrambi 27 anni) che sono stati sepolti con il loro abito nuziale perché in procinto di sposarsi, si tratta di un assassinio politico. Da quando i corpi dei loro ragazzi sono stati trovati, la sera di domenica 25 febbraio, le due famiglie sono distrutte. Stavano organizzando un matrimonio, e si sono trovati invece a dover in fretta e furia preparare due funerali.

In una intervista a iDnes.cz, Zlatica Kušnírová, madre di Martina, dice che non riesce a liberarsi delle immagini viste sulla scena del crimine, e soprattutto «il sangue, che era dappertutto». Un orrore indicibile: «per il resto della mia vita non dimenticherò quella vista terribile. Martina aveva un foro sulla testa, e il naso rotto. A Jan hanno sparato al petto», ha detto quando è potuta entrare nella casa a Velka Maca che i due giovani stavano ristrutturando in vista delle nozze. Era contenta perché la figlia le aveva detto al telefono che avrebbe avuto un lavoro a pochi chilometri da Gregorovce, il villaggio della sua famiglia, ma non aveva specificato che tipo di lavoro. Secondo la mamma, i due ragazzi erano nell’angoscia: «diceva che li stavano intercettando, che avevano paura».

Anche il padre di Jan, Jozef Kuciak, ha confermato di non aver parlato molto di ciò a cui stava lavorando il figlio. «Mia moglie aveva molta paura per lui, ma Jan ha sempre cercato di calmarci, dicendo che in Slovacchia non gli poteva accadere nulla, che non siamo in America. E vedi …», ha detto l’uomo distrutto ripensando a quelle parole.

Ma i due genitori hanno dichiarato che non intendono rimanere in silenzio per l’omicidio dei loro figli. «Non credo nella polizia né ai politici. È stato un assassinio politico e Martina non è stata uccisa per caso, ma perché sarebbe rimasta un testimone» scomodo, ha detto Zlatica. «Aveva letto tutti i documenti di Jan, gli aveva consigliato correzioni e sapeva cosa c’era dietro le quinte. Sapeva più di quanto era scritto negli articoli»

(Red)

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