Kiska continua le consultazioni,e dice: “governo ha ignorato allarmi del SIS”

Il presidente Kiska ha accusato ieri il governo di avere ignorato gli avvisi del Servizio di intelligence slovacco (SIS) sulle attività della mafia italiana nella Slovacchia orientale. Avvertimenti che i servizi segreti ripetono da anni, come avrebbe confermato anche il capo del SIS Anton Safarik. «Molte persone in Slovacchia sono preoccupate per gli sviluppi nel nostro paese. E stanno aspettando risposte da parte dei rappresentanti politici a serie domande politiche. Si aspettano risposte oggi, non tra un mese o un anno. E hanno il diritto di reagire «alle accuse di legami tra l’autorità dello stato e il crimine organizzato, la gente ha il diritto di sapere perché le nostre istituzioni hanno ignorato gli avvertimenti delle autorità italiane su persone affiliate alla mafia nella Slovacchia orientale». Ha diritto oggi a una spiegazione «sul motivo per cui i membri del governo hanno ignorato per anni gli avvertimenti provenienti dal nostro stesso servizio segreto», ha detto Kiska in una conferenza stampa.

Ripetendo quando già detto nel discorso televisivo ai cittadini domenica, il presidente crede che la soluzione all’attuale crisi di credibilità del governo possa trovarsi soltanto in un rimaneggiamento della composizione dell’esecutivo, che dovrà «evitare la polarizzazione della società», oppure si deve andare a  elezioni anticipate. Per Kiska non ci sono altre strade. Egli ha lodato l’iniziativa del presidente del Parlamento Andrej Danko di tentare di disinnescare la tensione con una riunione dei tre principali funzionari costituzionali già questo venerdì.

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Il SIS ha fatto sapere di avere informato il presidente su sua richiesta e in base alle sue prerogative costituzionali, ma non può rendere noti i dettagli del colloquio al pubblico perché si tratta di informazioni classificate che, data la loro natura, non possono essere oggetto di un pubblico dibattito.

Dopo avere incontrato i leader dei partiti Sme Rodina e OLaNO, Kiska sta proseguendo a vedere i partiti slovacchi per consultazioni sulla situazione di crisi, scambiando le rispettive opinioni sul futuro del governo, e sui rapporti tra governo e opposizione. Lo scopo dichiarato è quello di cercare di ripristinare la fiducia della gente nella politica e nelle istituzioni dopo lo shock del brutale omicidio del giornalista Jan Kuciak. Oggi ha ricevuto i rappresentanti di Libertà e Solidarietà (SaS), prima formazione dell’opposizione e secondo dei partiti presenti in Parlamento. Il loro leader Richard Sulik, parlamentare europeo, ha detto dopo l’incontro che l’attuale composizione del governo e del Parlamento non corrisponde alla volontà popolare, poiché un partito eletto nel marzo 2016 oggi non esiste più (Siet) e altri partiti hanno fatto diverse promesse che non sono state mantenute. La soluzione migliore all’attuale crisi sarebbe una chiusura anticipata della legislatura, ha detto Sulik, che si oppone strenuamente a un rimescolamento dell’esecutivo, come a soluzioni violente. Sulik ha raccomandato comunque a chi parteciperà venerdì 9 marzo alla seconda marcia di protesta per la morte di Jan Kuciak di “manifestare pacificamente” la propria insoddisfazione con la posizione del governo. In ogni caso, egli ha ammesso che oggi tutte le carte sono in mano al partito di coalizione Most-Hid, che ha già lamentato una certa insofferenza per la situazione creatasi negli ultimi giorni e che è l’unico che ha il potere di mandare a casa il governo togliendo il suo sostegno.

Il presidente Kiska ha parlato anche oggi, davanti a una delegazione di europarlamentari, e dicendo di voler cercare di arrivare a una dichiarazione congiunta delle tre più alte cariche dello Stato prima della riunione prevista per venerdì. Nel documento, il capo dello Stato, il presidente del Parlamento Andrej Danko (SNS) e il premier Robert Fico (Smer-SD) si impegnerebbero ad adottare misure per calmare l’atmosfera di tensione nel paese e porre fine alla crisi. Kiska ha detto di essere pronto a inviare oggi la bozza del documento agli altri due funzionari costituzionali. L’iniziativa ha trovato il plauso di Danko, che concorda nel ritenere una dichiarazione congiunta il modo migliore per ricomporre le fratture che in questi giorni non hanno fatto altro che accrescersi. Una dichiarazione di compromesso può aiutare a smontare in modo efficace la tensione tra il presidente e il primo ministro,e dare un segnale forte all’opinione pubblica sulla volontà di trovare una soluzione.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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