La forza dei populisti e le debolezze dei loro avversari


Sebastian Kurz (OVP) e Heinz-Christian Strache (FPO)

Pierre Haski, L’Obs, via Internazionale – Un anno fa, nel marzo 2017, me lo chiedevo su questa rubrica: “L’ondata populista ha raggiunto un picco in Europa?”. Era una domanda, e oggi abbiamo anche la risposta: no.

Porre una simile domanda non era assurdo in quel momento, dopo la sconfitta dell’estrema destra alle elezioni presidenziali austriache, e l’antimodello che stavano diventando la Brexit nel Regno Unito e soprattutto la presidenza di Donald Trump, inizialmente percepito come un amplificatore dei populismi europei. È un centro studi statunitense, la fondazione Carnegie, ad aver elaborato questo concetto di peak populism, analogo al peak oil, ovvero quel momento in cui, dopo aver toccato il suo vertice, il consumo di petrolio, o di populismo, calerà.

L’ipotesi di un “picco” di populismo sembrava anzi acquisire legittimità dopo le elezioni olandesi, segnate meno del previsto dal tribuno anti islam Geert Wilders, e soprattutto dopo la vittoria di Emmanuel Macron contro Marine Le Pen in Francia, in un faccia a faccia dominato in buona parte dalla questione europea.

Un’idea illusoria
Da allora è stato necessario ricredersi: elezione dopo elezione, le forze etichettate genericamente come “populiste”, e tuttavia molto diverse e non coerenti tra loro, non hanno smesso di rafforzarsi. In Austria, dove appartengono oramai alla coalizione di governo tra destra ed estrema destra. In Germania, dove il partito Alternative für Deutschland (AfD) ha registrato un’avanzata spettacolare nel Bundestag, costringendo i due grandi partiti a una nuova groko, una grande coalizione tra destra e sinistra che nessuno inizialmente voleva. O in Repubblica Ceca, dove il nuovo presidente Miloš Zeman si descrive come il “Trump ceco”.

L’Italia ha dimostrato il 4 marzo che l’idea di questo picco era illusoria, facendo sprofondare la terza economia della zona euro in una crisi politica e l’Unione europea in uno dei suoi consueti periodi d’incertezza quando vacilla uno dei suoi membri più importanti. In difficoltà nel suo stesso paese, Marine Le Pen si è in parte consolata domenica sera twittando che Bruxelles avrebbe passato una brutta nottata.

[…continua]

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Foto FPO cc by sa

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