Come hanno votato gli italiani in Slovacchia, in Europa e nel mondo

Mentre i dati delle elezioni parlamentari italiane di domenica 4 marzo sono quasi definitivi, e mancano ancora ormai solo le schede di poche decine di sezioni da scrutinare, i conteggi delle schede di chi ha votato all’estero sono un pochino più indietro. In questo momento (martedì 7 marzo alle 11:00) secondo il sito del ministero degli Interni sono stati stati conteggiati i voti di circa il 96% delle sezioni, inviati dai consolati italiani all’estero, e si stima di concludere la conta entro poche ore.

A livello globale, non tenendo conto delle quattro ripartizioni in cui è diviso il voto (Europa, America meridionale, America settentrionale e centrale, Asia-Africa-Oceania-Antartide), il risultato è l’opposto di quanto accaduto in Italia, con il PD (che all’estero si presentava da solo) in testa, seguito da Lega-FI-FdI e M5S. Alla Camera, dove saranno eletti dodici deputati, va al Partito Democratico il 26,44% dei 1.079.530 voti, segue con cinque punti di distacco la coalizione di Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia al 21,49%, e chiude il trio di testa il Movimento 5 Stelle con il 17,50%. Mentre al Senato, dove i 991.211 voti dovranno decidere chi prende i 6 seggi a disposizione, il PD vola al 27,09% davanti al 22,04% di Legas-FI-FdI e al 17,64% di M5S. Il MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero che ha presentato candidati solo in Sud America, terra storica di emigrazione italiana, primeggia nella sua ripartizione e ha ottenuto (finora) il 9,68% alla Camera e il 10,88% al Senato.

Non si conoscono al momento tutti i nomi degli eletti tra i candidati all’estero a Camera e Senato. Tuttavia, per il momento alla Camera sono 5 i seggi per il PD, 3 per Lega-FI-FdI, e uno ciascuno per M5S, MAIE, Usei e +Europa. Al Senato, 2 seggi andranno al PD, 2 a Lega-FI-FdI, 1 a MAIE e Usei, per un totale di sei senatori.

Il PD rimane primo partito anche nella sola ripartizione Europa, con alla Camera il 26,44% dei 581.337 voti, davanti a Legas-FI-FdI al 25,12% e al M5S al 24,35%. Al Senato il PD prende il 32,03% sui 531.547 voti totali, la coalizione Lega-FI-FdI rimane al 25,14% e M5S segue al 24,29%.

Infine, in Slovacchia, dove lo scrutinio dell’unica sezione è definitivo, su 1.143 aventi diritto i votanti per la Camera sono stati 555, con 510 voti validi (45 schede nulle, di cui 4 bianche), il voto è più simile a quello italiano. Il 32,74% è andato alla coalizione di centro destra Lega-FI-FdI, davanti per un soffio ai 5 Stelle (31,96%, 4 voti di scarto), mentre il PD si è fermato al 17,64%. Liberi e Uguali ha avuto il 7,84, +Europa il 6,66%, Noi con l’Italia-UDC il 2,15%, Movimento delle Libertà lo 0,58% e Civica Popolare-Lorenzin lo 0,39%. Il Partito Repubblicano-Ala non ha avuto alcun voto.

clicca per ingrandire

Per il Senato, in Slovacchia su 1.016 italiani aventi diritto hanno votato 471 persone, e le schede valide sono 450 (21 nulle, di cui 5 bianche). Hanno votato Lega-FI-FdI il 35,11%,  il Movimento 5 Stelle ha preso il 32,66% e il PD il 15,77%. Segue +Europa al 7,11%, Liberi e Uguali al 6,22%, Noi con l’Italia-UDC con il 2,44%, Civica Popolare-Lorenzin con lo 0,44% e il Movimento delle Libertà che raccoglie lo 0,22% (1 voto).

clicca per ingrandire

Con i dati di cui sopra, l’affluenza in Slovacchia è stata pari – come media tra le due camere – al 48,5%, quasi quattro punti in meno delle elezioni del 2013 (51,3%), quando già era crollata di altri quattro punti in confronto al precedente appuntamento elettorale. Il numero di aventi diritto è invece quasi raddoppiato, dai 1.272 nel 2013 agli attuali 2.159, sempre considerando il totale delle due camere, seguendo un trend in crescita di arrivi dall’Italia soprattutto di giovani che trovano un impiego presso le multinazionali. I numeri ufficiali, come accade quando meno nel resto d’Europa, sono anche qui molto inferiori alle reali presenze italiane in Slovacchia, in quanto molti non si iscrivono al registro degli italiani all’estero (Aire).

Rispetto al 2013, gli italiani “slovacchi” sembrano avere spostato la loro simpatia verso destra, anche se con il 70% in più di votanti diventa piuttosto difficile analizzare le differenze. Il Movimento 5 Stelle, che cinque anni fa fece il botto con il 32-33% in entrambe le camere, arrivando primo con diversi punti di distacco sul PD, lascia ora il posto di vincitore, pur mantenendo grosso modo le stesse percentuali, al centrodestra  e castigando allo stesso tempo il Partito Democratico.

(La Redazione)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.