Indagini sul caso Kuciak: Ciznar: riaperte indagini su minacce

Parlando domenica al canale televisivo TA3, il procuratore generale Jaromir Ciznar ha detto che i procuratori slovacchi che si occupano dell’indagine sull’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata sono in contatto diretto con le autorità italiane per sbrogliare la matassa dei sospetti sulle famiglie calabresi residenti nell’est della Slovacchia sulle quali stava investigando Kuciak prima di morire. Nel suo ultimo articolo, pubblicato incompleto dopo l’omicidio, Kuciak scriveva di presunta affiliazione alla ‘ndrangheta di diversi personaggi italiani che hanno ricevuto milioni di euro di sovvenzioni e avevano contatti politici al più alto livello.

Secondo Ciznar saranno esaminate le indagini precedenti sulle attività dei gruppi italiani, e il team di investigatori include elementi di polizie di diversi paesi, con esperti italiani e dell’Europol che hanno già avviato azioni sul caso in Slovacchia. Anche la procura generale ceca ha offerto il suo aiuto, e così hanno fatto Scotland Yard e l’FBI. Con questo dispiegamento e supervisione internazionale, ha affermato Ciznar, diventa impossibile per chiunque manipolare le indagini, una risposta ai tanti che hanno chiesto indagini pulite e definitive, possibilmente sotto il controllo di autorità indipendenti straniere. Una necessità dovuta alla fiducia dell’opinione pubblica, crollata al minimo storico, nella polizia e nella guida del ministero degli Interni.

Ciznar ha ripetuto che se viene confermato che l’omicidio è legato al lavoro di Kuciak significa che «è stato attaccato lo Stato, e lo Stato dovrà intervenire con forza» per assicurare che non possa ripetersi nulla del genere in futuro.

Sempre Ciznar aveva informato che gli inquirenti slovacchi hanno riaperto le indagini a proposito delle minacce ricevute dal reporter ucciso. Kuciak lo scorso anno aveva denunciato di essere stato minacciato dall’uomo d’affari slovacco Marian Kocner, su cui aveva scritto, ma la polizia non aveva aperto un fascicolo sulla questione. Secondo il procuratore generale, tuttavia, la denuncia non avrebbe a che fare con l’omicidio

Sabato alla Radio Slovacca il ministro degli Interni aveva detto che la documentazione dell’indagine consisteva già di oltre 1000 pagine e che la polizia slovacca si è interessata al gruppo di italiani sospettati fin dal 2002. Una affermazione che tuttavia non si concilia con l’aver negato di avere ricevuto per tempo informazioni dall’antimafia italiana, o con l’aver permesso che persone collegate alle famiglie calabresi siano diventate stretti collaboratori del premier Fico.

 

(La Redazione)

Foto: frame video
Dennik N/youtube

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.