Madaric si dimette: “ho saputo solo da Kiska chi sarà il mio successore”

La distanza tra l’ormai ex ministro Marek Madaric e il suo partito Smer-SD si sta sempre più allargando, e sembra poco alla volta diventare incolmabile. Nel presentare oggi la lettera delle sue dimissioni al presidente della repubblica, Madaric ha detto all’uscita di aver saputo il nome del suo successore al ministero nel corso dell’incontro direttamente dal presidente Kiska, mentre il suo partito, del quale è stato tra i fondatori, ha pensato bene di non dirgli niente. Madaric, che ha passato dieci degli ultimi dodici anni su quella poltrona, ha detto di voler rimanere nel partito, ma si è detto dispiaciuto di questo trattamento per lui inspiegabile.

Dopo l’appello di ieri del capo dello Stato (rimpasto o elezioni anticipate), l’ex ministro ha ammesso che è chiaro che «sono necessari dei cambiamenti al governo», che però dipenderanno dalla volontà dei partiti della coalizione. Forse, ha ammesso riferendosi al rifiuto di un passo indietro del ministro Kalinak, «se si fosse fatto qualcosa la scorsa settimana, la situazione ora sarebbe più tranquilla».

Kiska ha ringraziato Madaric per il lavoro svolto al ministero, e ha lodato il suo bisogno di dimettersi come gesto di alta cultura politica. «Molti altri dovrebbero prendere ispirazione», ha sottolineato. Kiska ha informato Madaric che il partito Smer-SD ha designato temporaneamente per la sua sostituzione al ministero il vice premier Peter Pellegrini.

Già dopo le elezioni regionali di novembre, Madaric era stato l’unico ad ammettere in pubblico la debacle del partito Smer, che aveva perso la poltrona di governatore in cinque regioni su otto. Egli decise di assumerne la responsabilità personale, e di conseguenza si dimise da vice presidente del partito, mantenendo però il suo posto di ministro. Quando la scorsa settimana si è dimesso anche da questo incarico, dicendo di voler ritornare in Parlamento come deputato, il premier Fico disse con tono arido che si augurava che Madaric avrebbe continuato ad aiutare Smer nel compito di realizzare il suo programma di governo. Un  segnale che allora non sembrava neppure così importante ma che ora assume l’aspetto di una frattura inconciliabile.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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