Robert Fico promette 500.000 euro per il Sahel e chiede al Mali l’estradizione di Kosik

Il primo ministro Robert Fico, partecipando il 22 febbraio a Bruxelles alla conferenza internazionale umanitaria a favore dei paesi del Sahel africano, ha confermato che il governo della Slovacchia ha stanziato 500.000 euro per le unità militari dei cinque paesi del Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger). I donatori internazionali hanno promesso in totale 414 milioni di euro per le operazioni militari nella tormentata regione africana del Sahel allo scopo di eliminare la minaccia del terrorismo e delle migrazioni illegali.

La Commissione europea, che organizzava la conferenza, ha affermato che i contributi promessi, ma non ancora versati, hanno superato le aspettative. L’Unione europea ha promesso 176 milioni di euro, tra fondi dal bilancio comune e contributi dei singoli Stati membri. I cinque paesi conosciuti come ‘G5 Sahel’ hanno unito le loro forze nel 2014 con l’obiettivo di creare una forza militare congiunta per risolvere i conflitti, ripristinare il potere statale, fornire aiuti umanitari e attuare progetti di sviluppo sostenuti dalla comunità internazionale.

Nella stessa occasione il premier Fico ha avuto modo di parlare al presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, al quale avrebbe chiesto un aiuto per l’estradizione del cittadino slovacco Lubos Kosik, oggi detenuto in un carcere del paese africano. Fico ha consegnato a Keita una lettera in cui gli chiede «assistenza in merito all’estradizione del detenuto Kosik», informando il presidente maliano che il detenuto è fuggito dalla Slovacchia per eludere la giustizia, e che il governo slovacco ha inviato diverse richieste di estradizione alle autorità del Mali, rimaste finora senza risposta. Secondo il premier, Keita si sarebbe dimostrato disponibile a favorire il processo di estradizione, pur nel rispetto della indipendenza della magistratura locale.

Lubos Kosik è ricercato in Slovacchia per scontare una pena a 14 anni di galera. Condannato nell’estate 2016 in via definitiva per frode, in quanto colpevole di aver falsificato cambiali per il valore di 2,4 milioni di euro, Kosik è stato arrestato dalla polizia del Mali nel novembre 2016 dove si nascondeva. La polizia del Mali ha contattato le autorità giudiziarie della Slovacchia per l’estradizione, ma non esiste alcun trattato bilaterale tra i due paesi, e la questione è andata per le lunghe.

Recentemente Kosik, un ex agente del servizio di intelligence slovacco (SIS) che avrebbe partecipato con alcuni colleghi al rapimento del figlio del presidente slovacco Michal Kovac nel 1995, ha inviato una lettera alle autorità indicando la volontà di dire quello che sa sulla faccenda, ritornata in auge proprio negli ultimi anni e che nel 2017 ha portato, dopo un lungo scontro politico e istituzionale, alla cancellazione delle amnistie emesse dall’ex primo ministro Vladimir Meciar per chi era coinvolto nel caso del sequestro. Le indagini sul caso, uno dei più dirimenti della storia moderna del paese, sono state riaperte di recente proprio dopo l’annullamento delle amnistie che per 20 anni hanno tenuto in scacco l’intera nazione.

(La Redazione)

Foto eu2016sk CC0

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