Omicidio Kuciak, il governo promette indagini accurate e un milione a chi sa qualcosa

Dopo la scoperta, ieri in tarda serata, del duplice omicidio del giovane giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata (ne scriviamo qui), questa mattina si è tenuta presso la Procura generale a Bratislava una riunione straordinaria di alto livello tra il premier Robert Fico, il ministro degli Interni Robert Kalinak (entrambi del partito Smer-SD), il capo della polizia Gaspar, il procuratore generale Jaromir Ciznar e il direttore del servizio di intelligence slovacco (SIS) Anton Safarik per discutere dell’omicidio.

Dopo l’incontro Fico ha spiegato (foto in alto) che è stata creata una unità speciale per investigare sul caso, con membri dalle principali agenzie e istituzioni interessate, e rappresentanti dell’ufficio del procuratore generale, l’ufficio del procuratore speciale, il ministero dell’Interno, l’agenzia nazionale anticrimine, la polizia e l’intelligence slovacca (SIS). Vogliamo garantire «la massima trasparenza e apertura nelle indagini dell’assassinio», ha sottolineato il premier, annunciando la decisione di pagare una taglia di un milione di euro a chi potrà fornire informazioni che porteranno all’arresto, l’accusa e la condanna dei colpevoli. Il ministero degli Interni e la polizia chiedono ai cittadini di comunicare con le autorità attraverso il numero unico 158 oppure il numero di cellulare  +421 915 967 793. Anche le chiamate anonime saranno prese in considerazione, ha detto Fico.

Robert Fico ha definito il duplice omicidio un «evento senza precedenti» e un «crimine abominevole» che non può «trovare posto nella nostra società». Se venisse provato che la morte di Kuciak era legata al suo lavoro di giornalista, questo «sarebbe un attacco senza precedenti alla libertà di stampa e alla democrazia in Slovacchia». «Tutti i governi dal 1998 ad oggi hanno rispettato il ruolo dei media nella società slovacca e hanno considerato la libertà di stampa come parte insostituibile di uno Stato democratico», ha detto Fico, che tuttavia ha sempre avuto un pessimo rapporto con la stampa. Il primo ministro ha ricordato che la Slovacchia si trova attualmente al 17° posto nel mondo nel Free Press Index realizzato da Reporters Without Borders, e che anche il governo monocolore Smer (2012-2016) non aveva osato prendere misure per limitare la libertà dei media in Slovacchia, nonostante le sue riserve sulla qualità del lavoro dei giornalisti.

Questo omicidio, e tutti i casi simili, deve essere indagato il più presto possibile e i colpevoli devono essere catturati e puniti, ha dichiarato Fico. «Il governo farà tutto quanto in suo potere per aiutare le autorità di pubblica sicurezza» in una azione di indagine più efficace possibile. Prima di tutto dobbiamo catturare gli assassini, ha detto il premier, e «poi potremo discutere dei motivi e di quello che è realmente accaduto».

Il presidente della Repubblica Andrej Kiska, esprimendo le sue condoglianze a parenti, amici e colleghi del giornalista ucciso e della sua fidanzata Martina, si è detto sconvolto e scioccato «dal fatto che qualcosa di simile possa essere successo in Slovacchia. L’omicidio di giovani vite a sangue freddo è un crimine terribile che deve essere punito. Dobbiamo trovare i colpevoli il prima possibile e dare sicurezza ai giornalisti usando tutti i mezzi disponibili», ha affermato il presidente.

Il ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD), che l’opposizione ritiene colluso o quanto meno colpevolmente consenziente nei confronti dei sospettati di grandi frodi fiscali, ha cancellato il suo programma di oggi per dedicarsi al caso del giorno e al coordinamento delle forze di sicurezza. Affidando un messaggio al suo profilo Facebook, ha  scritto di essere «costernato» per questo «crimine scioccante», augurandosi di poter scovare i colpevoli «il più presto possibile».

La ministra della Giustizia Lucia Zitnanska (Most-Hid) ha reagito con orrore all’assassinio di Kuciak e della sua ragazza, ma ritiene che sia sbagliato collegare da subito le morti con il lavoro di giornalista, ma se l’indagine lo confermerà, si tratterebbe di «un attacco senza precedenti contro la libertà di parola e di espressione che deve essere condannato dall’intera società». La Slovacchia, ha sottolineato Zitnanska, «non deve diventare un paese nel quale i giornalisti vengono uccisi».

Nel frattempo, qualcuno ha lanciato una manifestazione pubblica da tenersi a Bratislava il 13 marzo. L’evento, dal titolo “Non vogliamo tornare agli anni ’90! Marcia per Jan Kuciak e Martina Kusnirova”, con il chiaro riferimento agli anni ’90 dell’era Meciar, quando politica e criminalità andavano d’amore e d’accordo. L’evento Facebook ha già raccolto in poche ore 3.900 adesioni e l’interesse di altre 13.000 persone.

 

(La Redazione)

 

Foto: da video vlada.gov

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