Chi vuole spartirsi la Siria

Giuste o sbagliate, ognuno ha le sue motivazioni nel conflitto siriano. Già, ma quali sono? Partiamo dai siriani, perché è più semplice.

Al 60 per cento sunnita, la popolazione siriana vive da quarant’anni sotto il dominio di un clan familiare, gli Assad, appartenente alla minoranza alauita, un ramo dello sciismo. Questa dinastia conosce una sola legge: governare senza condividere il potere con nessuno. Davanti a questo clan predatore e assassino, sette anni fa i siriani, sull’onda delle rivolte arabe, avevano sperato di trovare la libertà attraverso manifestazioni pacifiche ispirate da quelle di Tunisi e del Cairo.

Bashar al Assad ha mandato i suoi uomini a sparare sui manifestanti con le mitragliatrici. Poi ha fatto liberare i più spietati islamisti per poter sostenere davanti al mondo di essere l’unica alternativa al gruppo Stato islamico. Oggi il macellaio di Damasco vuole solo ripristinare in pieno la dittatura della sua famiglia.

Il suo principale alleato, l’Iran sciita, ha mobilitato immense risorse finanziarie e umane per salvare il regime di Assad, perché ritiene essenziale per l’antica Persia che la Siria sia governata dagli sciiti e resti uno strumento primario dell’avanzata iraniana in tutto il Medio Oriente arabo. Qui l’Iran vuole ritrovare il dominio regionale perduto 13 secoli fa a beneficio dell’Arabia, che Maometto aveva appena riunito sotto la bandiera dell’islam. [articolo di Bernard Guetta …continua…]

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Foto: frame da video Youtube

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