Richter: tetto di 10mila extra-UE per coprire carenze di manodopera nelle aziende slovacche

Un tetto massimo di 10mila stranieri extracomunitari per le necessità immediate di impiego delle imprese slovacche. Il ministro del lavoro Jan Richter (Smer-SD) lo ha detto in una intervista concessa al quotidiano Sme. Una proposta cui sta lavorando con alcuni parlamentari socialdemocratici per permettere alle imprese di assumere con un percorso accelerato ( tre mesi anziché nove) un numero compreso tra 7 e 10 mila dipendenti stranieri non comunitari per sopperire alla attuale carenza di manodopera nel paese.

Potranno tuttavia essere approvate solo le domande fatte dalle aziende situate nelle regioni che godono di minore disoccupazione (sotto al 5%) e per riempire specifiche posizioni professionali che risulteranno inserite in uno speciale elenco redatto congiuntamente da governo, sindacati e datori di lavoro. In pratica potranno essere ammesse alla procedura facilitata soltanto le ditte che fanno attività nella Slovacchia occidentale, dove appunto il numero dei senza lavoro registrati è tra il 2,60% della regione di Trnava e il 4,70% di Zilina. Sono escluse invece le tre regioni dell’est del paese – Banska Bystrica, Presov e Kosice – dove il tasso di disoccupazione è superiore all’8%.

Le aziende dovranno, secondo la proposta in corso di formulazione, fornire l’alloggio ai lavoratori e facilitare la loro integrazione sociale. Gli stranieri da paesi extra-UE non potranno comunque essere superiori al 30% della forza lavoro totale di ogni impresa.

Richter ha evidenziato che il provvedimento sarà attento ad evitare il ‘dumping sociale’, ovvero di dare alle aziende la facoltà di concedere condizioni migliori agli stranieri, che sono più spesso disposti a lavorare a salari inferiori. La manodopera straniera dovrà essere impiegata alle stesse condizioni e con gli stessi diritti dei lavoratori slovacchi.

Oggi sono circa 32.000 i lavoratori non comunitari, provenienti soprattutto da Serbia e Ucraina, che le aziende in Slovacchia assumono con permessi di lavoro concessi dalle autorità.

Il ministro ha anche accennato nell’intervista di essere pronto a lanciare insieme all’Associazione delle aziende automobilistiche ZAP un progetto da 17 milioni di euro per la formazione dei diplomati delle scuole superiori, un apprendistato che durerà sei mesi e si svolgerà direttamente all’interno delle aziende.

(Red)

Foto dodaning/CC0

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