Studio: l’austerità favorì l’ascesa al potere dei Nazisti

Come riportato da Vox, secondo un recente studio di storici dell’economia esiste una correlazione statistica forte e diretta tra le misure di austerità di Bruning tra il 1930 e 1932 in Germania e l’ascesa al potere del nazismo. L’austerità aiuta colmare le lacune delle tesi classiche sull’affermazione del nazismo, anche se, a detta degli stessi autori, non fu certamente l’unica causa. Questo studio rappresenta comunque un avvertimento per la situazione attuale dell’eurozona: a parità di condizioni, l’austerità favorisce il successo di politiche radicali di destra .

di Dylan Matthews, 12 dicembre 2017

Migliaia di storici, economisti, sociologi e altri ricercatori hanno trascorso più di 80 anni cercando di dare un senso all’improvvisa ascesa al potere del partito nazista.

La spiegazione standard è che gli elettori tedeschi si riversarono sul partito nel 1932 e nel 1933 in risposta alle sofferenze della Grande Depressione, alla quale i partiti convenzionali non riuscirono a porre fine. Ma altri hanno cercato di spiegare il colpo di stato di Hitler, in tutto o in parte, facendo riferimento all’ossessione della cultura tedesca per l’ordine e l’autorità, a secoli di virulento antisemitismo tedesco e alla popolarità delle associazioni locali come quelle dei veterani, i circoli di scacchi e di canto corale che i nazisti usarono per facilitare il reclutamento.

Un nuovo articolo di un gruppo di storici dell’economia si concentra su un altro colpevole: l’austerità, e in particolare il pacchetto di duri tagli alle spese e di aumenti delle tasse che il cancelliere conservatore tedesco Heinrich Brüning promulgò tra il 1930 e il 1932.

Nel documento, pubblicato dall’Ufficio Nazionale di Ricerca Economica, Gregori Galofré-Vilà dell’Università Bocconi, Christopher M. Meissner della UC Davis, Martin McKee della London School of Hygiene & Tropical Medicine e David Stuckler della Bocconi chiariscono come essi non ritengano che l’austerità possa spiegare tutto. È un fattore in mezzo a molti altri. Ma pensano che l’austerità aiuti a colmare le lacune della narrazione tradizionale sull’ascesa dei nazisti incentrata sulla Grande Depressione.

C’è un vuoto da colmare nella classica tesi secondo cui la Grande Depressione spiega l’ascesa del nazismo: anche molti altri paesi hanno sofferto durante la Depressione, senza sprofondare in dittature totalitarie.

“Durante gli anni ’20 non vi erano differenze sostanziali nell’andamento dell’economia  delle nazioni che, a metà degli anni ’30, erano regimi democratici o dittature“, osservano gli autori. “La profondità della depressione in Germania fu solo leggermente maggiore rispetto a quanto accadde in Francia o nei Paesi Bassi, mentre in Austria (e in altre nazioni dell’Europa orientale) e negli Stati Uniti fu anche peggiore “. Tra questi paesi, anche l’Austria vide  l’ascesa al potere di una dittatura di estrema destra, sotto Engelbert Dollfuss, nel 1932. Ma la Francia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti non videro andare al governo partiti di estrema destra. […continua…]

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Foto Georg Pahl/Bundesarkiv

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