La Slovacchia festeggia i 10 anni nell’area di Schengen

Il 21 dicembre 2017 la Slovacchia ha festeggiato i 10 anni dall’ingresso del paese nell’area Schengen con un concerto celebrativo al Teatro Nazionale organizzato dal ministero degli Interni cui hanno partecipato tra gli altri il ministro Robert Kalinak e il premier Robert Fico. Quest’ultimo in un commento sul profilo Facebook ha scritto che «Schengen ha portato molti benefici ai paesi membri: totale libertà di movimento e altri. Chi direbbe che l’adesione della Slovacchia allo spazio Schengen è avvenuta dieci anni fa…».

In una pagina del proprio sito l’ufficio stampa del ministero degli Interni ha invitato a immaginare per un momento com’era la situazione il 21 dicembre 2007, «quando venivano effettuati ai valichi di frontiera della Repubblica Slovacca controlli sistematici delle persone e dei mezzi di trasporto» in transito. E peggio era la situazione prima del 1° maggio 2004, quando la Slovacchia non era membro dell’UE ed esisteva ancora la dogana per tutte le merci in ingresso e uscita.

Essere parte dell’area di libera circolazione di Schengen ha il grande vantaggio per i paesi che ne sono parte di non essere «più divisi da confini in Europa, ma piuttosto uniti da valori comuni», ha detto il capo della rappresentanza della Commissione europea in Slovacchia Dušan Chrenek. «La rimozione delle frontiere è estremamente preziosa ed è un simbolo della riunificazione dell’Europa, in particolare per noi che siamo rimasti a lungo separati dall’Europa occidentale dal filo spinato», un confine che ha visto in passato numerose persone morire nel tentativo di attraversarlo.

Il partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) ha affermato attraverso il suo portavoce di considerare Schengen uno dei maggiori vantaggi dell’integrazione europea. «Perciò per noi è molto negativo quando alcuni Stati membri dell’UE violano i principi della zona Schengen, e vediamo allo stesso modo anche la mancata protezione delle frontiere esterne dell’area in modo appropriato».

Anche il ministro degli Interni Robert Kalinak contesta i controlli alle frontiere interne tra paesi membri, adottati da alcune nazioni durante la crisi migratoria. Essi sono, ha detto il ministro a Tasr, «un cocktail letale per Schengen, e qualsiasi misura di questo tipo sarebbe una catastrofe per la libera circolazione».

L’area di libera circolazione di Schengen, in un primo momento firmata da Benelux, Germania e Francia, è entrata in vigore nel 1995 ed è composta al momento da 26 Stati membri, alcuni dei quali (Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein) non sono nemmeno membri dell’UE. Dal 1999 Schengen è stato

(Red)

 

Foto: la frontiera di Rajka
tra Ungheria e Slovacchia

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