60esimo della UE. Robert Fico: è un’oasi di pace e sicurezza

Tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea (senza il Regno Unito che sta avviando la procedura di uscita) hanno firmato all’unanimità la Dichiarazione di Roma sabato 25 marzo al vertice cerimoniale per il 60° anniversario dei Trattati di Roma. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha partecipato alla cerimonia per la Slovacchia e ha detto che questa unanimità ha un grande significato: l’Europa vuole andare avanti unita. «Non vedo alcuno spazio di sussistenza per la Slovacchia fuori dell’Unione europea. Chiunque dica che la Slovacchia potrebbe sopravvivere da sola, come Stato neutrale e indipendente, dice bugie», ha detto il premier slovacco. L’UE non è certo perfetta, ha ammesso, ma non abbiamo niente di più perfetto di questo. «Rendiamoci conto che l’Europa è probabilmente il posto migliore per vivere in tutto il mondo. È un’oasi di pace e sicurezza». Fino a quando sarà primo ministro, Fico ha garantito che continuerà a fare il possibile perché la Slovacchia sia vista all’esterno come un partner affidabile in questo progetto, che è unico nel suo genere.

Il giorno prima del vertice di Roma Robert Fico aveva dichiarato che la Slovacchia deve essere stabile  e si deve preparare per la cosiddetta Agenda di Roma, che aprirà la strada ad un’unione a più velocità. Il premier slovacco ha ammesso che c’è un rischio che i paesi ricchi e potenti dell’Unione possano imporre condizioni, come ad esempio impostare un ritmo di risanamento dei conti pubblici che gli altri membri non saranno in grado di garantire, ed ha detto che la Slovacchia deve impegnarsi a soddisfare i requisiti fondamentali: essere stabile, avere i conti pubblici in ordine ed avere una forte crescita economica.

Il presidente Kiska, dal canto suo, ha elogiato sul suo profilo Facebook la firma del Trattato di Roma come il documento che ha segnato l’inizio di una cooperazione senza precedenti che ha portato alla riunificazione dell’ovest con l’est dell’Europa all’interno dell’Unione europea, facendo scomparire i confini tra i paesi. Per quanto incerta e complicata possa apparire la situazione attuale nell’Unione europea, e indipendentemente dalla nostra opinione su una maggiore integrazione, ha sottolineato Kiska, «non possiamo buttare via questi 60 anni in nome di dispute meschine e interessi politici discutibili. È un dovere per la nostra generazione risolvere le sfide che dobbiamo affrontare, mantenendo il progetto europeo di cooperazione pacifica in buone condizioni e buona salute».

(Red)


Foto EU Council President cc-by-nc-nd

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