Carne brasiliana, ispezioni a tappeto in Slovacchia, prodotti tolti dagli scaffali

L’Autorità Veterinaria e Alimentare (ŠVPS) è stata incaricata dal ministero dell’Agricoltura slovacco di fare da subito controlli a tappeto su tutti i prodotti di origine animale importati dal Brasile. L’iniziativa fa seguito a uno scandalo emerso dopo una vasta operazione di polizia nel paese sudamericano che ha portato alla chiusura di ventuno stabilimenti di confezione che trattavano carne avariata. Un caso questo, ha detto la ministra Gabriela Matecna (SNS) ieri, che conferma come i pericoli più seri per il settore alimentare arrivino sempre più spesso da cibo che percorre migliaia di chilometri prima di arrivare sulle tavole degli slovacchi. «Noi qui abbiamo cibo di qualità che è soggetto a controlli approfonditi in tutto il processo di produzione», ha detto Matecna, «mi appello dunque ai consumatori slovacchi per fare attenzione alle etichette sul paese di origine del cibo che comprano».

Il ministero ha intanto vietato ai punti vendita in Slovacchia di vendere carne brasiliana fino a quando le prove di laboratorio non dimostreranno che il prodotto è innocuo. Il Brasile è il più grande esportatore al mondo di carne rossa, e vende i suoi prodotti in 150 paesi di tutto il mondo. Questo caso non ha quasi alcun precedente, ha ammesso la ministra.

Una ampia operazione della polizia federale brasiliana ha portato, dopo due anni di indagini, a formalizzare accuse di corruzione e concussione su più di 100 persone, tra i quali vi sono 33 ispettori delle autorità di vigilanza che davano il via libera alla vendita di carne marcia e contaminata con salmonella. Le autorità del paese hanno fermato le attività in 21 stabilimenti di confezionamento della carne e ordinato l’immediata chiusura di tre impianti di produzione di carne. Le accuse riguardano anche BRF, che è il più grande produttore di pollame al mondo, e JBS, leader mondiale nelle carni bovine. Secondo le informazioni disponibili, le aziende incriminate utilizzavano acidi e altre sostanze per mascherare la carne avariata, aggiungendo in alcuni casi patate, acqua e anche cartone per aumentare i profitti. In più, in alcune partite già pronte per l’esportazione la carne era infetta da salmonella.

(Red)

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