Armi da fuoco disattivate: nuova direttiva UE impone stessi controlli delle armi vere

Il Parlamento europeo ha approvato ieri a grande maggioranza (491 voti a facore e solo 123 contrari) una modifica più stringente alla direttiva 477 che regola l’acquisto, il commercio e la detenzione di armi da fuoco che ora gli Stati membri dovranno entro il giugno 2018 recepire nella propria legislazione nazionale. La direttiva ora prevede una regolamentazione a livello europeo per il commercio delle armi, rendendone più difficile l’acquisto, anche online. Saranno inoltre più severi i controlli per l’acquisto di armi automatiche e semiautomatiche in base a un limite alla capacità dei caricatori capacità dei caricatori (massimo 20 proiettili per le armi corte e 10 per i fucili).

Il provvedimento, che è frutto di un lungo compromesso e che non tocca cacciatori e tiratori sportivi, non piace le associazioni di categoria che lamentano una ingerenza di Bruxelles in materie che, dicono, dovrebbero essere esclusiva delle autorità nazionali come i requisiti per la concessione del porto d’armi o le norme per la custodia delle armi in casa. Non piace nemmeno ai politici più facinorosi, difensori del diritto all’autodifesa, che dicono che per contrastare il terrorismo si dovrebbe allora vietare la vendita anche di “camion e machete”, due degli strumenti di recente più utilizzati dagli attentatori.

La Slovacchia ha ora come gli altri Stati membri 15 mesi di tempo per inserire le disposizioni nella normativa nazionale. Secondo le stime degli esperti, leggiamo su Sme.sk, le nuove regole interesseranno circa la metà di tutte le armi da fuoco oggi legalmente detenute in Slovacchia. I registri del ministero dell’Interno portano elencano più di 320.000 armi registrate fino alla fine del 2016.

Il cambiamento più significativo alle norme attuali è quello che vieta anche la detenzione di armi disattivate, ovvero armi da fuoco che sono state rese inerti per collezione o utilizzo in rievocazioni storiche o rappresentazioni cinematografiche (ma che artigiani esperti possono riportare alla loro funzione originale) senza l’opportuno permesso ottenuto dal ministero degli Interni. Inoltre, le armi semiautomatiche potranno avere caricatori con un massimo di dieci proiettili, e il porto d’armi avrà validità di soli cinque anni anziché 10.

La Slovacchia è da tempo finita al centro dell’attenzione per la libertà e facilità con la quale venivano vendute armi disattivate, anche su internet, che poi sono state ritrovate – riattivate – sul mercato nero in tutta Europa. Armi provenienti dalla Slovacchia sono state utilizzate in diversi recenti attentati terroristici avvenuti a Parigi e altrove in Europa.

(La Redazione)


Foto svenwerk cc-by-nc-nd

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