Il ministro Richter incontra il collega di Belgrado sulla questione dei lavoratori serbi in nero

Molti cittadini serbi che sono venuti a lavorare in Slovacchia sono stati ingannati, secondo il ministro del Lavoro e Affari sociali Jan Richter che lunedì ha incontrato il suo omologo ministro serbo  Aleksander Vulin. I problemi sono stati causati, ha detto, da alcune agenzie di lavoro interinale che mediano il lavoro di centinaia di lavoratori provenienti dalla Serbia illegalmente.

Secondo Richter alcune agenzie «non solo aggiravano la legge, ma spesso falsificavano pure i documenti relativi all’impiego di cittadini serbi in Slovacchia». Richter ha citato al riguardo l’agenzia Largo Slovakia, che ha aperto filiali in Ungheria e in Serbia attraverso le quali ha portato in Slovacchia almeno 680 lavoratori interinali, falsificando in Ungheria i relativi documenti con una copertura previdenziale fasulla «in particolare per la società Samsung Slovakia». Il ministro ha detto che la scorsa settimana ha suggerito ai rappresentanti di Samsung di assumere quei lavoratori serbi come dipendenti a tempo indeterminato.

Richter ha concordato con il suo collega serbo di intensificare la comunicazione tra i due ministeri sui lavoratori serbi distaccati in Slovacchia e di ampliare l’attuale memorandum di cooperazione bilaterale. Secondo il ministro Vulin i lavoratori che vanno all’estero per un lavoro spesso non sanno nemmeno dove andranno e cosa li aspetta. Secondo le statistiche della previdenza sociale in Slovacchia stanno lavorando legalmente 5.800 serbi, quasi tutti attraverso agenzie di lavoro interinale. Richter ha già avuto simili contatti con i ministri di Ungheria e Repubblica Ceca relativamente ai lavoratori di quei paesi che hanno interesse a lavorare in Slovacchia.

Il ministero del Lavoro slovacco ha deciso di concentrare la sua attenzione sulle imprese slovacche che impiegano molti cittadini stranieri dopo che un giornalista serbo ha raccontato di aver lavorato in incognito per tre mesi alla Samsung di Galanta senza permesso di lavoro, in condizioni che ha definito di schiavitù e per un salario ridicolo.

 (Red)


Foto FB.com/mpsvrsr

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