Lotta a frodi ed evasione: l’autorità fiscale esaminerà tutte le fusioni

La misura chiave nella lotta contro l’evasione fiscale quest’anno sarà l’approvazione preventiva da parte delle autorità alle fusioni tra società, ha detto il direttore della Direzione Finanziaria della Repubblica Slovacca (il fisco) Frantisek Imrecze in una intervista al giornale economico Hospodarske Noviny. Si tratta, ha detto, di una misura cruciale di prevenzione mirata voluta da tutte le autorità che hanno partecipato alla messa in pista del piano d’azione del governo contro evasione e frodi fiscali, vale a dire i ministeri delle Finanze, Giustizia e Interni, la polizia e l’ufficio del Procuratore generale. Prima di qualsiasi fusione societaria le persone giuridiche interessate dovranno comunicare l’intenzione di fondersi alla Direzione Finanziaria, e questa provvederà alla redazione di un completo profilo di rischio e deciderà se consentire o meno l’operazione. In questo modo, dice Imrecze, di potranno impedire fusioni di imprese che hanno lo scopo di compiere o coprire delle frodi.

La legislazione attuale infatti permette alle aziende indebitate che non hanno pagato le imposte di evitare le conseguenze della frode fondendosi con un’altra società, e mettendo come proprietari del nuovo soggetto giuridico persone nullatenenti, magari senza fissa dimora, o anche qualcuno che risiede in un paese lontano e dall’assetto giuridico non semplice. Questo sistema viene usato sempre più spesso: nel 2015 si sono registrati 3.200 casi contro gli appena duecento di dieci anni prima.

Tra le altre misure di lotta all’evasione c’è l’idea di pesare i mezzi pesanti alla frontiera, per evitare le esportazioni fittizie di beni utilizzate nelle cosiddette “frodi carosello” internazionali basate su rimborsi di Iva mai davvero versata. La pesatura avverrebbe con delle bilance automatiche inserite nel piano stradale, che svolgono la loro funzione senza che il mezzo se ne avveda o si debba fermare.

Dal 2012 ad oggi le manovre del governo per contrastare l’evasione hanno portato alle casse dello Stato circa 2,5 miliardi di euro, ha detto Imrecze, ammettendo che i cambiamenti nella legislazione sono troppo frequenti, e la legge fiscale dovrebbe essere più chiara, due punti su cui vertono le lamentele degli imprenditori, insieme a una pressione fiscale troppo alta rispetto al servizio dato alle imprese dallo Stato. Ed è arrivato il momento, ha detto, che l’azione delle autorità fiscali sia meno repressiva, partendo con degli ammonimenti (“soft warning”) alle società che hanno irregolarità prima di iniziare una procedura penale.

(La Redazione)


Foto Pavol Jemala (part.) /
googlemaps

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.