Fico: protesteremo a Bruxelles per il cibo scadente nei paesi di Visegrad

Il premier Robert Fico ha detto che la questione della qualità di serie B per il cibo venduto dalle multinazionali nei paesi dell’Est Europa sarà oggetto di una discussione in un vertice straordinario dei leader degli Stati di Visegrad la prossima settimana a Varsavia, con l’obiettivo di mettere pressione sull’Unione europea per una soluzione a breve termine. Qualche giorno più tardi, nella prima settimana di marzo, è previsto poi un incontro dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea, nel quale la Slovacchia e l’Ungheria metteranno sul tavolo il tema aperto alcuni giorni fa con delle analisi svolte su un certo numero di stessi prodotti alimentari acquistati in Austria e in Slovacchia sotto l’egida dell’Autorità veterinaria e alimentare della Slovacchia (SVPS).

Quasi la metà dei 22 alimentari testati sono risultatati peggiori, con meno materia prima o con componenti più economiche e di minor qualità, nei prodotti acquistati in Slovacchia di quelli (gli stessi prodotti di marchi internazionali) acquistati in Austria. Risultati che confermavano del resto molti altri test fatti in passato. Le differenze si potevano riscontrare sia nella composizione che nel gusto e nell’aspetto dei prodotti incriminati. Una simile operazione è stata fatta anche dalle autorità ungheresi quasi in contemporanea, e ha dato gli stessi risultati. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito i doppi standard in materia di qualità «il più grande scandalo del recente passato». Mentre il ministro dell’Agricoltura ceco Marian Jurecka la settimana scorsa ha detto che la gente è stanca di essere la “pattumiera d’Europa”.

«È inaccettabile che le multinazionali importino nei paesi post-comunisti prodotti che sono di qualità inferiore rispetto a quelli venduti con la stessa confezione nell’Europa occidentale», ha detto Fico. La Slovacchia, ha detto il primo ministro, chiederà alla Commissione europea di adottare al più presto possibile una legislazione che non consenta più tali pratiche che mettono a rischio la salute delle persone in Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia. Oggi la pratica è consentita, dato che l’Unione Europea richiede solo che la confezione contenga un chiaro elenco di tutti gli ingredienti utilizzati.

In qualche modo la questione tocca anche il premier, che è astemio ma goloso di Coca Cola: è stato più volte dimostrato che i dolcificanti usati per la Coca Cola in Slovacchia e negli altri paesi “oltre cortina” sono di qualità inferiore – e per giunta danno un gusto diverso alla bibita – rispetto a quelli usati in Occidente.

(La Redazione)


Foto vlada.gov.sk

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