Morto Michael Novak, filosofo e consigliere di tre presidenti Usa

È morto venerdì scorso a 83 anni Michael Novak, «una delle nostre menti più luminose e brillanti» ha scritto Foreign Policy in un articolo per ricordarlo. Nato nel 1933 a Johnstown, Pennsylvania, da genitori slovacchi emigrati in Usa, Novak era conosciuto come teologo, filosofo, intellettuale e scrittore «di rara eleganza». Egli, continua Will Inboden su Foreign Policy, «lascia un’eredità insuperata di intuizioni originali e principi morali. I suoi scritti attraversano una vasta area di settori e soggetti, dall’ecclesiologia ed escatologia alla sociologia delle migrazioni e assimilazione, dall’etica nel business alla deterrenza nucleare, e perfino alle virtù dello sport. Novak era il primogenito (di cinque figli) di una coppia di immigrati dalla regione slovacca di Spiš.

Michael Novak è considerato uno dei pensatori religiosi più influenti del XX secolo. La sua opera più famosa, The Spirit of Democratic Capitalism (Lo spirito del capitalismo democratico), del 1982, ha praticamente creato un nuovo campo di indagine con il suo intreccio tra teologia ed economia. La sua pubblicazione ebbe un ruolo allora sottovalutato nella fine pacifica della guerra fredda: la sua traduzione in molte lingue europee e la diffusione del volume dietro la cortina di ferro (venne segretamente pubblicato nel 1984 in Polonia) illuminò molti lettori sull’impoverimento spirituale del comunismo e la ricchezza teologica della libera impresa e delle società libere, scrive il magazine americano.

Oltre a conferenze e impieghi in diverse università prestigiose, Novak ebbe anche importanti incarichi diplomatici in istituzioni internazionali (guidò la delegazione Usa al Comitato ONU per i diritti umani a Ginevra e la missione Usa alla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa nel 1986). Fu inoltre consigliere di almeno tre presidenti americani – Gerald Ford, James Carter e Ronald Reagan.

Novak ha pubblicato oltre 25 libri su temi come filosofia, teologia della cultura ed etica del capitalismo, dibattendo della democrazia e la sua relazione con l’economia, l’etica, la fede e la religione. Nel 1994 fu insignito del Premio Templeton per il suo impegno nel progresso della religione. Nel 1996 ricevette dal presidente Schuster il massimo riconoscimento slovacco conferito agli stranieri, l’Ordine della Doppia Croce Bianca di seconda classe, nel febbraio 1997.

Ennio Caretto del Corriere della Sera, che lo aveva intervistato qualche anno fa per lo stesso giornale, ha scritto il 17 febbraio che Novak era «un conservatore che si definì ostinatamente un democratico per tutta la vita». La sua opera rimarrà, scrive, «riferimento essenziale per i molti americani che, come lui, si sforzano di conferire un connotato religioso al liberismo e di renderlo conciliabile con il cattolicesimo». Era contento dell’elezione di Papa Francesco, ritenendolo «come un rompighiaccio»,  e dichiarando che «è il Papa dei poveri, degli ammalati, di coloro che hanno bisogno», un vero «fedele interprete dell’insegnamento di Cristo». Il settimanale .tyzden lo ha ricordato con il titolo “il più influente slovacco nel mondo”.

(La Redazione)

Foto wiki/CC0, Michael Novak nel 2004

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