Armi slovacche sul mercato nero europeo. Sgominate gang in Polonia e Svezia

In Polonia e Svezia sono state scoperte due gang attive nel traffico illegale di armi. Come scrive Sme.sk, secondo gli investigatori questi gruppi organizzati sono responsabili della messa sul mercato europeo di circa 10.000 armi, 1.800 delle quali sarebbero provenienti dalla Slovacchia. Il leader del gruppo polacco (nel quale erano presenti anche due olandesi) aveva imparato a rendere di nuovo funzionali allo sparo delle armi disattivate (di solito tenute per collezione o per usi cinematografici) che in Slovacchia era possibile acquistare facilmente e a prezzi di saldo. La polizia, che nel corso di un raid ha confiscato 340 armi pronte ad essere vendute, pensa che siano state modificate circa 1.500 unità, soprattutto pistole e mitragliette, sulle quali ha fatto profitti almeno del 300%. Hanno collaborato alle operazioni anche le polizie di Germania, Olanda e Slovacchia.

Anche in Svezia sono state ritrovate diverse armi di provenienza slovacca, riattivate da un artigiano locale e poi piazzate sul mercato nero. Fulcro del traffico era un gruppo criminale di Malmo, che piazzava soprattutto mitragliette tipo Skorpion, dalle ridotte dimensioni (poco più di una pistola) ma con una potenza di fuoco devastante, simile a quella di un fucile mitragliatore. Un centinaio di Skorpion e altre forse 130 armi corte sono state comprate in Slovacchia, come è stato possibile verificare dal marchio di fabbrica, anche se la matricola è stata abrasa. La polizia svedese non ha dato altri dettagli perché starebbe ancora lavorando al caso.

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La disattivazione delle armi in Slovacchia, fino al cambio legislativo del 2015, era fatta in modo da poterle riportare all’uso originario con modifiche relativamente poco costose da armieri o artigiani con un minimo di esperienza. Da allora è entrata in vigore una nuova normativa che prevede, oltre alla modificare della canna, anche altri cambiamenti in diverse parti dell’arma, come rendere il meccanismo di sparo più debole in modo da non sopportare la pressione di un proiettile vero.

Armi comprate in Slovacchia e riattivate sono state ritrovate ad esempio in Sicilia, dove la polizia italiana ne ha sequestrate 160 alla mafia, ma anche nel caso dell’attentato a Charlie Hebdo a Parigi, nel gennaio 2015, e nell’agosto dello stesso anno nella sparatoria sul treno francese ad alta velocità o dell’attentato al centro commerciale Olympia nel centro di Monaco di Baviera lo scorso anno. Tutte venivano da uno specifico negozio di Partizanske che vendeva quelle armi anche online.

(Red)


Foto dunechaser cc-by-nc-sa

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