Il riscaldamento globale e la nuova Via della Seta

Il riscaldamento globale sta aprendo nuove rotte commerciali, ma il nuovo passaggio a Nord-Est, dall’Europa Centrale al Sud Asia passando per la Siberia, non è una delle rotte marittime sempre più sgombre dai ghiacci, ma una rotta ferroviaria che riduce di due terzi il percorso rispetto alle attuali rotte via nave che passano dagli stretti di Gibilterra, Malacca e Suez.

A Dhl, uni dei leader mondiali nel settore della logistica, non sfuggono le opportunità economiche offerte dal mutato contesto ambientale e afferma che il suo servizio «Rail global forwarding rappresenta, viaggiando sulla nuova Transiberiana che unisce la Cina all’Europa in circa due settimane, una nuova via della seta con un costo inferiore dell’aereo e transit time più veloce della nave».

Secondo l’Unione europea, entro il 2030 il 30% delle sue merci dovrà viaggiare su rotaia, ma Dhl sottolinea che «l’Italia è in ritardo – fanalino di coda d’Europa – con solo il 6% delle merci che utilizzano questo mezzo. Se il volume oggi trasportato su ruote viaggiasse integralmente via ferrovia, il risparmio ambientale sarebbe pari al 57%: quest’ultima è la modalità più efficiente dal punto di vista energetico, infatti a parità di tonnellate è necessaria meno della metà dell’energia richiesta per lo spostamento su strada».

Certo, parlare di ambiente mentre si cercano di sfruttare economicamente le possibilità aperte al global business dal cambiamento climatico può sembrate paradossale, ma Mario Zini, amministratore delegato di Dhl global forwarding Italia guarda ad entrambi i lati della medaglia e sottolinea che «la quantità di merci che si muovono quotidianamente da una parte all’altra del globo è in crescita costante e progressiva e il settore delle spedizioni, generando il 14% delle emissioni di anidride carbonica globali, ha un ruolo di primo piano nel combattere i cambiamenti climatici. Uno spostamento verso il Rail non può più essere rimandato: si tratta di un sistema sicuro, un compromesso eccellente fra tempi e costi. La nostra nuova Transiberiana è inoltre un’ottima occasione di incrementare l’import-export tra Cina ed Europa, due tra le realtà più in evoluzione in fatto di business».

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