Cronaca della quarta rivoluzione industriale

Pur essendo inglese, il termine Industry 4.0 è stato coniato dal governo tedesco nel decennio scorso per indicare la digitalizzazione dei processi produttivi. Il termine è poi stato ripreso e reso più celebre nel 2011 durante la Hannover Fair, la più importante manifestazione mondiale sull’industria. Con il passare degli ultimi anni, si è diffuso e oggi sta riscontrando il favore di molti soggetti in molti stati. Il successo di questo termine risiede nella sua capacità evocativa, da un lato di strizzare l’occhio al 2.0 e dunque a qualcosa di contemporaneo/digitale, dall’altro per il suo riferimento alla quarta rivoluzione industriale. Oggi molti piani industriali, sia in ambito privato, sia in ambito pubblico riferiscono a questo termine, si pensi al “Piano Nazionale Industria 4.0” del governo Renzi presentato a Milano nel settembre 2016.

Perché 4.0

Secondo molti osservatori, l’utilizzo e l’integrazione totale di tecnologie digitali nei processi di fabbricazione dei beni fisici darà vita alla quarta rivoluzione industriale. È chiaro a tutti che decidere cosa sia una rivoluzione industriale è una questione complessa, anche dopo che questa è avvenuta, figuriamoci mentre sta avvenendo o deve ancora avvenire. Infatti, le rivoluzioni precedenti, oltre a portare cambiamenti all’interno delle fabbriche e dei luoghi di lavoro, hanno avuto ripercussioni pesanti sul resto dell’organizzazione sociale.

Per questo motivo vengono chiamate “rivoluzioni” e segnano passaggi importanti per la storia dell’umanità.

Con il vapore e l’automazione (Industry 1.0) abbiamo abbandonato i campi e popolato le città; con l’elettricità (Industry 2.0) abbiamo modificato il rapporto tra giorno e notte e delegato alle macchine (elettrodomestici) molti compiti che prima gravavano sulle nostre spalle; con la prima digitalizzazione e l’informatica (Industry 3.0) abbiamo messo in discussione i concetti di informazione, editoria, leadership, geografia e molto altro ancora. Oggi si affaccia l’Industry 4.0: cosa potrà cambiare di profondo con l’avvento di questa quarta rivoluzione industriale?

Al di là dei vantaggi per l’industria e per la produzione di beni fisici, secondo molti studiosi questa digitalizzazione delle fabbriche andrà a modificare il nostro rapporto con il lavoro. In questo senso l’Industry 4.0 è una rivoluzione sociale prima che tecnologica.

Insomma, i robot, i sensori, le stampanti 3d, tutti collegati in rete alla cloud lasceranno poco spazio all’umano tra le macchine delle fabbriche, i big data, le intelligenze artificiali, metteranno a repentaglio la nostra permanenza anche negli uffici. Non c’è nulla di preoccupante, non è la prima volta che l’umanità affronta questi cambiamenti profondi, la trasformazione ci deve spaventare se non la sosteniamo e promuoviamo.

Prima di addentrarci in una breve descrizione delle principali tecnologie che caratterizzeranno l’Industry 4.0, permettetemi una barzelletta: un uomo, una macchina e un cane, ecco come sarà fatta la fabbrica del futuro. La macchina lavorerà, l’uomo darà da mangiare al cane e il cane controllerà che l’uomo non tocchi la macchina.

Tecnologie

Le tecnologie interessate a questo cambiamento sono molte e la prima cosa importante da sottolineare è che queste saranno connesse tra loro, formando un vero e proprio ecosistema, in questo aspetto risiede la novità e la forza di questa rivoluzione.

Fondamentalmente le piattaforme tecnologiche dell’industry 4.0 possono essere divise in quattro grandi categorie.

* tecnologie di produzione digitale o a controllo numerico (torni, stampanti 3d, frese, laser cutter, ecc), ovvero macchine che collegate ad un computer eseguano delle operazioni senza l’ausilio dell’uomo.

* tecnologie di raccolta dati ambientali (sensori), ovvero dispositivi in grado di raccogliere dati e informazioni dalle macchine, dall’ambiente e dai comportamenti umani.

* tecnologie di cloud computing e storage, ovvero tecnologie che permettano archiviazione ed elaborazione dei dati in cloud, accessibili dall’ecosistema.

* tecnologie di Internet of Things, tecnologie (micrcocontrollori, microprocessori, gateway) che permettano il trasferimento dei dati dall’ecosistema alla cloud e viceversa.

* tecnologie robotiche e di automazione, ovvero tutte quelle tecnologie hardware programmabili e universali che sostituiranno

* tecnologie di intelligenze artificiale, ovvero software in grado si sostituirsi all’uomo nell’analisi di dati

(Massimo Temporelli via Wired.it cc-by-nc-nd)


Foto jarmoluk/CC0
Grafica Christoph Roser cc-by-sa

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