Detti e proverbi – My o vlku, vlk za humny

Oltre pranostiky che sono dei detti popolari legati alle stagioni, al tempo e alla natura, la lingua slovacca conosce altri due grandi gruppi di detti e proverbi, sempre di origine popolare: porekadlá sono piuttosto delle descrizioni o delle osservazioni (i detti, i modi di dire), mentre príslovia riportano un insegnamento o una morale (i proverbi). La linea tra i due gruppi talvolta è molto sottile.

Visto il tempo da lupi (sia in Italia sia in Slovacchia), i detti e i proverbi di oggi hanno come filo conduttore appunto il LUPOVLK.

My o vlku – vlk za humny

Questo è uno di quei tipici detti slovacchi “a risparmio”, dove i verbi sono assenti. Be´, prima però devo spiegarvi cos’è humno (pl. humná). È una parola di origine contadina. Può avere due significati: può descrivere lo stabile annesso alla casa contadina che serviva primariamente per immagazzinare il grano, il fieno o le attrezzature (come una capanna), in tal caso il sinonimo di humno è la parola stodola (questa ha  significato univoco). Oppure indica il campo o l’orto che è situato dietro stodola o tra casa e stodola. La distinzione del significato viene fatta con la preposizione (mica facile!): chodiť poza humná (un altro modo di dire!) = humno è lo stabile (girare dietro le capanne, cioè scegliere le strade non dirette, non voler essere notati); Nejdú dedinou, ale cez humná (Hečko)humno è il campo (Non passano nel paese, ma attraverso i campi).

Allora cosa significa il nostro detto My o vlku – vlk za humny? La frase integra dovrebbe essere My spomíname vlka, a vlk je za humnami. Stiamo parlando di qualcuno che è assente, e la persona in oggetto eccola che si sta avvicinando quieta quieta! Ho trovato un detto italiano che calza a pennello: “Parliamo del diavolo, e spuntano le corna”. Attenzione a sparlare di qualcuno nella sua assenza, potrebbe non convenire.

Il detto in slovacco standard: My o vlkovi – vlk za humnami.

Mať vlčiu tmu

“Avere il buio da lupi” vuol dire non vedere le cose palesi. Questo detto deriva dal nome vlčia tma che è il nome comune per la malattia degli occhi, emeralopia o cecità notturna, šeroslepota. È un disturbo caratterizzato dalla difficoltà di visione durante la notte e in condizioni di scarsa illuminazione o di luce crepuscolare, cioè in quelle condizioni, nelle quali i lupi vedono particolarmente bene (se paragonato a noi umani).

 

Kto chce s vlkmi žiť, musí s nimi vyť

Ecco un proverbio che parla di integrazione. Di adattamento. Ma fa anche intuire la difficoltà che deve affrontare chiunque che cambi – per qualsiasi motivo – il gruppo che frequenta: „Chi coi lupi vuole stare, con loro deve ululare“. Ma viene spesso usato anche nel senso canzonatorio, se lo „stare/vivere con i lupi“ è una libera e un po’ dura o infelice scelta del malcapitato, in tal senso corrisponde all’italiano „Volevi la bicicletta? Ora pedala!“

È con piacere vi indico alcune piccole curiosità linguistiche che si sono felicemente incontrate in questo proverbio:

VLK (lupo) – una parola rara in quanto composta di sole consonanti (come stĺp, colonna o kŕč, crampo); inoltre vlk ha il plurare irregolare – jeden vlk, dvaja vlci

BYŤ (essere) e VYŤ (ululare) – sono delle rarissime parole che esistono sia in variante con la „y“ come da nostri esempi, sia in variante con la „i“ – BIŤ e VIŤ – con dei significati del tutto diversi. La pronuncia di byť e biť è del tutto identica, come anche quella di vyť e viť. Byť ha come sinonimo jestvovať, esistere, mentre biť significa percuotere, picchiare. Biť sa vuol dire picchiarsi, fare a pugni. Vyť (o zavýjať) hanno il significato di ululare, mentre viť non viene quasi più utilizzata, in quanto significa “intrecciare (le corone)” come una volta facevano le ragazzine nei campi (e poi orgogliose se le mettevano sul capo), dievky vijú vence, ma oggi chi avrebbe mai tempo per una tale futilità? Sono invece utilizzate le forme derivanti come zvinúť, avvolgere, arrotolare, zavinúť, coprire avvolgendo, oppure závin che indica un dolce arrotolato tipo strudel.

Vedi tutta la serie “Detti e proverbi”

 

(Michaela Šebőková Vannini  ―  vedi il suo blog CucinareScrivendo.com)


Foto colfelly/CC0, raincarnation/CC0

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