Andrej Babis scagionato dalla Corte Suprema, non doveva essere iscritto come agente StB

La Corte Suprema della Slovacchia ha respinto a fine gennaio un appello per la cancellazione di una sentenza che ha stabilito che Andrej Babis, cittadino slovacco oggi ministro delle Finanze ceco e leader del partito ANO, è stato elencato ingiustamente come agente nei registri dell’ex polizia segreta cecoslovacca StB. Non si conoscono altri dettagli in quanto la motivazione scritta della Corte Suprema sarà emessa più avanti. La decisione è ora definitiva, salvo un possibile esame della Corte Costituzionale su potenziali violazioni dei diritti.

La petizione per la revisione di appello del verdetto era stata presentata dall’Istituto slovacco per la memoria della nazione (UPN), una istituzione statale per lo studio dei regimi totalitari, secondo cui le decisioni dei tribunali inferiori erano illegittime in quanto gli ex membri StB che hanno testimoniato a sostegno di Babis non erano stati dispensati dall’obbligo di riservatezza prima della loro testimonianza. UPN si è riservato ulteriori passi ritenendo inusuale il modo di procedere della corte. Secondo l’istituto, sono state ritenute legittime delle prove che a suo parere sono illegittime.

Dai documenti negli archivi di UPN Babis risulta essere stato iscritto nel 1980 come informatore della polizia politica cecoslovacca, e due anni più tardi fu reclutato come agente StB con il nome in codice Bures.

Babis, che è a capo di un impero economico e tra gli uomini più ricchi tra Slovacchia e Repubblica Ceca, aveva a lungo negato alcuna collaborazione con la polizia del regime comunista. Ora ha lodato la sentenza della Corte Suprema dicendo che tutto il caso è stato inventato dai suoi nemici e che adesso si aspetta le scuse dai suoi accusatori.

(Red)

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