L’Austria vuole vietare burqa e niqab nei luoghi pubblici

L’Austria ha annunciato di voler vietare burqa e niqab nei luoghi pubblici. La decisione si trova all’interno di un piano di riforma che ha trovato la convergenza del governo di coalizione di socialdemocratici e popolari, contenente misure su rifugiati, sicurezza e integrazione (tra queste ultime rientra il divieto di burqa e lo stanziamento di fondi per insegnare la lingua). Nelle trentacinque pagine del documento – da attuare nei prossimi diciotto mesi – il velo integrale viene messo al bando negli spazi pubblici del paese: “Crediamo in una società aperta, basata sulla comunicazione. Il velo integrale negli spazi pubblici va contro questo e sarà proibito”, si legge nell’accordo.

Il cancelliere Christian Kern ha precisato che l’obiettivo del provvedimento “non è fare sentire i 600.000 musulmani in Austria estranei alla nostra società”, ma che la decisione è un compromesso inevitabile: “Abbiamo accettato il bando del velo islamico integrale. Non è stato un compromesso facile per noi. Ci sono dei pro e dei contro. Ma per un governo di coalizione il compromesso è indispensabile se si vuole agire”.

Secondo il ministro degli Esteri Sebastian Kurz, membro della destra conservatrice, proibire “simboli anti sociali” come il burqa aiuterà l’Austria “a integrare meglio quei migranti che hanno diritto di stare” nel paese. La misura, considerati i numeri esigui delle donne che in Austria portano il velo integrale (circa 150), è più un segnale politico che altro, e serve ad arginare la crescita di consenso dell’estrema destra. Il piano, tra l’altro, ricalca provvedimenti già presi in Francia – che è stato il primo paese nel 2010 a vietare il burqa – Belgio o Bulgaria.

(Claudia Torrisi via Fanpage.it, cc-by-nc-nd)


Foto Jay Galvin cc-by

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