Scintille nella coalizione, leader SNS accusato di discutere con l’opposizione di elezioni anticipate

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Dopo che domenica in un talk show politico i leader Danko e Sulik dei partiti SNS e SaS hanno ammesso di essersi incontrati per parlare di elezioni anticipate, il vice presidente dei socialdemocratici Smer-SD e ministro della Cultura Marek Madaric ha espresso tutto il suo disappunto prima della riunione del consiglio dei ministri che si è tenuta mercoledì, l’ultima prevista quest’anno.

Madaric ha detto che non è esattamente corretto che il presidente del Parlamento e leader del Partito Nazionale Slovacco (SNS), membro della coalizione a tre che sorregge il governo, incontri il capo del primo partito di opposizione Libertà e Solidarietà su una questione che non dovrebbe nemmeno essere all’ordine del giorno. «Se è vero, e lo sottolineo “se è effettivamente vero” che un partner della coalizione di governo ha discusso di elezioni anticipate con un leader dell’opposizione, non trovo che sia davvero accettabile», ha dichiarato il ministro. Che ha concluso dicendo «Certo, i politici possono incontrarsi, è di cosa discutono che conta».

Alle parole del ministro ha risposto piccato il capo del Parlamento, invitando Madaric a non spargere zizzania nella maggioranza, e in particolare tra Danko e il premier Fico, e accusandolo di gettare ombre su una coalizione che è stabile e ben oliata. «Dovrebbe occuparsi del ministero della Cultura, piuttosto che cercare conflitti nella coalizione», ha detto riferendosi al ministro. Secondo Danko, Fico era stato informato del suo incontro

Sulik e Danko si sono reciprocamente accusati di avere invitato l’un l’altro a “bere un bicchiere” in un locale in Austria, a una manciata di chilometri da Bratislava, poco oltre il confine. E l’argomento sarebbe stato per l’appunto quello delle elezioni anticipate, per le quali è possibile che Sulik abbia fatto una generosa offerta a Danko per entrare in una coalizione di centro-destra, lasciando Smer al suo destino.

Mentre il presidente di SNS era a Cipro per una visita ufficiale, martedì il suo partito ha dichiarato di non aver fatto alcun passo che possa facilitare le elezioni anticipate in Slovacchia. Il partito è parte della coalizione di governo, e non ha fatto o non ha nessuna intenzione di fare alcunchè che possa indebolire la maggioranza. In seguito Danko ha detto di avere «pubblicamente dichiaro che non voglio candidarmi alla carica di primo ministro finché non vinco le elezioni. Sto servendo il Paese con il mio incarico [di presidente del Parlamento] con umiltà e faccio il massimo per aiutare a migliorare la situazione per i cittadini con la mia attività». Danko ha detto di avere informato la coalizione sia «dopo aver ricevuto l’invito da Sulik» che dopo l’incontro.

Il primo ministro Fico lunedì, parlando a un dibattito dell’HNClub con gli imprenditori ha cercato di raffreddare gli animi, dicendo che non c’è alcuna ragione di speculare su elezioni anticipate, perché il governo arriverà al suo termine naturale del 2020. «Chi voterebbe in Parlamento per avere elezioni anticipate?», ha detto. È suo dovere, ha sottolineato il primo ministro, mantenere l’ordine e la stabilità in Slovacchia e nell’Unione europea: voglio «evitare a tutti i costi che la Slovacchia» diventi «un altro paese della zona euro instabile e preda delle dispute preelettorali», ha detto, riferendosi a Italia e Gran Bretagna che negli ultimi mesi hanno visto due premier dimettersi per avere usato la loro politica interna con spregiudicatezza.

(Red)

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Foto nrsr.sk

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