Parlamento: riapprovato il nuovo regolamento dell’aula nonostante il veto presidenziale

danko-parlam_(nrsr.sk)

È stato approvato di nuovo al Parlamento slovacco con 79 voti a favore (solo 3 oltre la maggioranza semplice) l’emendamento al regolamento parlamentare su cui il presidente Kiska aveva posto il veto il mese scorso rimandando il documento all’assemblea. Questo secondo voto ha il potere di superare il veto presidenziale, e il provvedimento diventa legge.

Il nuovo regolamento è controverso e inviso alle opposizioni, perché introduce di limiti di tempo per i discorsi pronunciati in aula, ma non per quelli del presidente della Repubblica, del primo ministro e del capo del Parlamento, che potrà anche avviare procedimenti disciplinari per i deputati indisciplinati.

Kiska aveva rimandato il decreto in aula intravedendo una interferenza con i diritti politici, inclusa la libertà di espressione, che sono garantiti dalla Costituzione slovacca, e potrebbe considersi una inappropriata costrizione da parte della maggioranza nei confronti dell’opposizione politica, la cui azione verrebbe limitata.

La formulazione del nuovo regolamento parlamentare è stata definita dai membri della coalizione di governo (composta dai partiti Smer-SD, SNS e Most-Hid) su proposta del presidente del Parlamento e leader SNS Andrej Danko. Secondo le nuove norme i deputati che intervengono a nome di un gruppo parlamentare potranno parlare per 30 minuti. Il limite non si applica ai deputati che sono presentatori di una iniziativa parlamentare. I ministri e i vice presidenti dell’aula avranno 20 minuti, con deroga nel caso si debbano difendere contro un voto di sfiducia. Viene introdotto il divieto di mostrare in aula striscioni, manifesti, volantini, e altre presentazioni audiovisive o materiali che promuovono un partito o una ideologia. I deputati non potranno nemmeno scattare fotografie o fare registrazioni e trasmissioni audio-video di quanto accade durante le sessioni parlamentari. Le registrazioni rimangono tuttavia possibili per i media e per gli addetti dell’ufficio del Parlamento.

Il presidente della camera Andrej Danko difende il provvedimento, che, dice, promuove un miglioramento della cultura politica e della decenza, e rende più efficaci le sedute parlamentari. Lui respinge l’idea dell’opposizione secondo cui le nuove regole sopprimono la discussione e il dibattito nella pratica legislativa. Secondo lui, i 30 minuti garantiti per gli interventi sono tra «i periodi più lunghi permessi tra i parlamenti europei».

L’opposizione si propone di presentare una mozione di denuncia del nuovo regolamento alla Corte Costituzionale e, se necessario, alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), in quanto ritiene che la normativa sia incostituzionale e violi i diritti dell’opposizione.

Le modifiche approvate entreranno in vigore con la prossima sessione parlamentare che si terrà nel gennaio 2017.

(La Redazione)

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Foto (nrsr.sk): il presidente del Parlamento A.Danko, il premier R.Fico e il ministro degli Interni R.Kalinak

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